La Puglia compie un gesto d’amore: nel giugno 2025, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la legge regionale L.R. 8/25 dal titolo “Disposizioni in materia di ritiro sociale: Hikikomori.
Un atto politico, certo, ma soprattutto un abbraccio collettivo a quei giovani che oggi vivono retratti nella loro camera, lontani dalla scuola, dal lavoro e dalle necessarie relazioni umane.
Gli hikikomori – termine giapponese che letteralmente significa “stare in disparte” – rappresentano un fenomeno in crescita anche in Italia.
Secondo Orizzonte Scuola, ne restano segnate ben 150mila persone, tra giovani e adulti, vittime di una solitudine che ha radici spesso profonde: bullismo, traumi, ansia sociale o aspettative opprimenti.
Uno dei protagonisti della battaglia pugliese, il consigliere Vincenzo Di Gregorio (PD), ha voluto prima di tutto riconoscere che “le cause […] non si prestano a letture unilaterali di singoli saperi”, ma richiedono un approccio interdisciplinare.
Non basta dire che sono “pigri” o “dipendenti dai videogiochi”, ma spesso anime in difficoltà!
Frutto del lavoro del consigliere Di Gregorio e votata con parere favorevole unanime anche dalla VI Commissione, presieduta da Lucia Parchitelli.
La legge prevede un investimento iniziale di 230mila euro per il 2025. A questi fondi si aggiunge, per gli anni successivi fino al 2026, uno stanziamento di 280mila euro l’anno, a dimostrazione dell’impegno strutturale, non episodico, nei confronti del fenomeno.
L’impianto normativo mette al centro l’intesa con le scuole e con gli enti di formazione accreditati, affinché possano essere attivati interventi di individuazione precoce, presa in carico educativa, pedagogica e psicologica.
Il coinvolgimento della psicologia scolastica rappresenta una svolta importante, perché porta il sostegno direttamente là dove il disagio si manifesta.
Accanto alla scuola, entrano in gioco centri per l’impiego, terzo settore e servizio sanitario, con percorsi formativi e laboratoriali per accompagnare i giovani isolati nel mondo del lavoro.
Così il reinserimento non è solo un ritorno in classe, ma un passo verso l’autonomia.
Elemento chiave della legge è la nascita di una Consulta regionale sul ritiro sociale, incaricata di:
- Monitorare il fenomeno regionale;
- Evidenziare bisogni emergenti;
- Verificare l’applicazione degli strumenti;
- Proporre modifiche e riprogrammazioni.
Un organo inclusivo, che coinvolge istituzioni, scuole, enti, associazioni di famiglie e operatori socio-sanitari.
“Un gesto politico, ma prima ancora è un atto d’amore… Per quei figli che non parlano più. Per quei genitori che non sanno come aiutarli… Per quei docenti che vedono un banco vuoto e non sanno come riempirlo” ha dichiarato Lucia Parchitelli.
La vicepresidente della VI Commissione aggiunge parole che toccano il cuore: “In Puglia finalmente abbiamo detto basta all’invisibilità”. Quell’invisibilità che avvolge i ragazzi nel loro buio, nella loro paura del mondo.
L’obiettivo non è solo fornire nuovi servizi, ma restituire dignità e speranza a persone che spesso si ritrovano invisibili ai “più”.
E non si può sapere quanto urgente fosse questo atto legislativo anche in futuro.
In Italia, si registra un aumento di casi di isolamento prolungato dopo il periodo pandemico. La strada è lunga, ma la Puglia ha compiuto un passo significativo. Con questa legge, la Puglia diventa la prima regione italiana – secondo Di Gregorio – a dotarsi di una normativa ad hoc per gli hikikomori. Un modello replicabile, perché universalmente necessario dove il disagio giovanile non può più essere ignorato.
Dietro ogni ragazzo isolato c’è una storia unica, spesso segnata da paura, incomprensione e dolore.
Ciò che serve ora è un presidio costante: già nella scuola, poi nei percorsi formativi e lavorativi, ma soprattutto nei piccoli gesti quotidiani.
Un insegnante che si accorge che uno studente cambia comportamento, un operatore che bussa alla porta di una famiglia in difficoltà, un coetaneo che invita al dialogo.
Perché, come ricorda la legge, se “loro non chiedono aiuto, dobbiamo essere noi a fare il primo passo”.
Inconclusione, la legge pugliese contro il ritiro sociale e l’abbandono scolastico non è solo un testo normativo:
è un invito alla comunità, alla scuola, ai genitori e agli operatori a ritrovarsi attorno a chi si è allontanato.
È un atto di empatia che, speriamo, possa restituire la vita, la socialità e l’amore per sé stessi a tanti altri ragazzi.
Perché nessuno, davvero, resti SOLO MAI dentro una stanza!
Myrea Francesca Fino
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