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Esistono luoghi nella nostra bella Italia che sporcano la pulizia dei paesaggi. Luoghi dimenticati ed ignorati puntualmente quando, se ci capita di scorgerli sullo sfondo, molto freddamente volgiamo lo sguardo dall’altra parte come a cancellare dalla nostra mente un posto che non esiste, o meglio che vogliamo non esista. Così, per farne un esempio, se lasciamo di pochi chilometri il centro di Foggia e ci imbattiamo nella sua nuda e cruda campagna, arriveremo nei pressi di Borgo Mezzanone, area in cui è attiva una delle baraccopoli più grandi d’Europa.

Qui “vivono” infatti circa 3500 migranti in condizioni tutt’altro che umane. Il degrado è palesemente visibile, sempre che non apparteniamo al vasto pubblico di indifferenti, va da se’….

In un’area dove Cristo di certo non è ancora passato senegalesi, maliani, africani in generale sopravvivono ogni giorno con tutte le insidie del caso, parafrasando il senso più estremo del vivere alla giornata. Entrando nel ghetto, infatti, il quadro è agghiacciante. Diremmo quasi di essere stati catapultati, senza bisogno di usare la fantasia, in un altro pianeta: la vita qui scorre triste, sporca tra tetti precari e pareti dai connotati decisamente atipici. Per non parlare poi dei servizi igienici; oseremo dire, anzi, che in questo contesto l’igiene è un termine sconosciuto ai residenti e messo da parte dalle istituzioni.

Queste ultime sembrano guidare il coro dei cinici più spietati, lasciando quelle che fino a prova contraria sono PERSONE esattamente come noi altri letteralmente in balia di un destino già segnato.

Pochi giorni fa è arrivata la notizia che conferma questa politica di abbandono; cumuli di rifiuti si sono ammassati infatti tra le baracche dando ai migranti la possibilità gratuita di potersi vantare di praticare varie attività fisiche. Dal sollevamento pesi al getto del peso, dallo slalom alla partita di pallone alla buona i residenti di certo non si annoiano!

Satira a parte (molto spesso utilizzata per non aggravare l’amaro che pervade il sangue dei pochi rimasti ancora UMANI), da circa tre settimane, come ha denunciato un sindacato locale, il servizio di raccolta rifiuti nell’area è stato soppresso.

Tornando indietro di un anno, la Regione Puglia aveva stabilito nella zona l’installazione di cinque punti di raccolta, utilizzati dai migranti per distribuire i rifiuti che puntualmente venivano recuperati e smaltiti da un’azienda vincitrice d’appalto che si recava sul posto a giorni alterni. Era già qualcosa, si evidenzierà. Se non altro si affermava che il ghetto di Borgo Mezzanone non è leggenda ma realtà.

Cosa è successo tornando avanti di circa 300 giorni? Nessuna comunicazione ufficiale è pervenuta, mentre da tre settimane a questa parte i cumuli di immondizia ormai erigono una piramide che evidentemente sarà la nuova “attrattiva” della zona!

Risultato? La sopravvivenza si fa sempre più ardua mentre l’indifferenza si trasforma in silenzio sconcertante ed il binomio migranti-rifiuti si trasforma in un ignobile luogo comune “certificato”. Se tutti coloro che vengono al mondo hanno il diritto di viverci, si dirà, perché per alcuni vivere non è possibile? Per quanto ancora sprazzi d’umanità dissolti puntualmente dalla più limpida ipocrisia dovranno fare da stella polare a chi ha il dovere di dare dignità ad ogni singolo cittadino? Per quanto, nella fattispecie, i migranti di Borgo Mezzanone dovranno ancora convivere con inquilini piuttosto indesiderati?

Ai contemporanei, più che ai posteri, l’ardua sentenza…semmai qualcuno si scomoderà a pronunciarla.

Felice Marcantonio

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