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In un mese di Marzo scarno di pubblicazioni, qualche consiglio per superare indenni un festival di Sanremo povero di emozioni e originalità.

Sanremo 2026 si è appena concluso, lo scenario apocalittico della vittoria di Sal Da Vinci è diventato realtà e dato che anche gli altri scenari possibili non sarebbero stati i più rosei, mi piace immaginare e sperare che i lettori della Voce del Sud siano alla ricerca di una boccata di aria fresca, di qualche chicca per riaprire la mente e scoprire qualcosa di nuovo, fresco e possibilmente appassionante.
Da bravo amico che consiglia musica sconosciuta agli amici per fare l’alternativo, tengo sempre da parte qualche asso nella manica, qualche album o artista meno conosciuto in cui ritrovo un fascino, che sia nel testo, nella musica o più semplicemente nel brivido che lascia una scelta musicale, un’immagine, una storia, una combinazione inaspettata.

Inizierei dalla grande mancanza che sto colmando nei giorni in cui scrivo questo articolo; il suo nome è Coca Puma, eclettica quanto forse timida cantautrice che oscilla tra il jazz, il soul, l’elettronica e il dream-pop, senza disdegnare una capatina nella musica di matrice brasiliana.
Il suo secondo album, pubblicato nel 2024 con l’etichetta Dischi Sotterranei, dal titolo Panorama Olivia, è una collezione privata di quadri curati nei minimi particolari con una maturità artistica sconcertante.
Tutto scorre con fluidità, in sospensione dalla realtà, ogni ambiente sonoro è curato nei minimi dettagli, l’attenzione dell’ascoltatore è perennemente catturata da una produzione musicale di altissima qualità che non fa rimpiangere una vocalità buona, ma per il momento non indimenticabile.

Ancora qualche riserva invece su Gaia Banfi e il suo album La Maccaia, che a mio avviso attira l’attenzione ma non rapisce fino in fondo.
Ho ancora nelle orecchie ORA, il capolavoro di Daniela Pes di cui ho parlato mesi fa, quindi il paragone nasce spontaneo per questa artista che mescola cantautorato e musica elettronica in maniera sapiente, ma risultando in alcuni momenti fine a sè stessa, non riuscendo talvolta a creare l’organicità e la coerenza che rendono il discorso sempre interessante e magnetico.
Il lungoriva di Genova, ma anche il singolo pubblicato recentemente In Luce meritano attenzione.

Chiudo questo trittico di consigli al femminile con Cristiana Verardo, cantautrice pugliese più classica rispetto alle due citate in precedenza, ma che ha catturato la mia attenzione grazie ad un certo carisma nella voce e nella scrittura.
L’Avversaria è un album confezionato con cura, la produzione omaggia il passato, ma vive assolutamente nel presente e se per gusto personale le canzoni sono forse un po’ troppo “smielate”, faccio volentieri un’eccezione.
Addio in duetto con Carmine Tundo (La Municipàl), Innamorarsi Piano e Tu sei Qui sono per me le vette di questo disco, che scorre comunque molto bene nella sua interezza.


Personalmente spero che Cristiana Verardo, così come Coca Puma e Gaia Banfi possano continuare la loro attività e portare la loro musica di qualità a sempre più persone che come me amano ancora ritrovare nella musica di qualunque tipo un’emozione che sconvolge, che costringe all’attenzione, al fare i conti con i propri sentimenti, che fa pensare e che ci permette di sognare.

Antonio Montecalvo






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