A farci compagnia nelle calde sere d’estate è tornata la serie tratta dai romanzi di Cristina Cassar Scalia, che non si fa mancare nulla: un’avvincente protagonista al femminile, intrecci ben congegnati e un’atmosfera che cattura sin dal primo episodio.
Giovanna Guarrasi, per tutti semplicemente Vanina (interpretata da Giusy Buscemi), è una donna forte, determinata e dal passato complesso. Dopo anni di intensa attività nell’antimafia di Palermo, dove ha affrontato in prima linea alcune delle più delicate e pericolose indagini legate alla criminalità organizzata, Vanina decide di cambiare aria, pur restando fedele alla divisa. Viene così trasferita a Catania, dove assume l’incarico di vicequestore della sezione omicidi.
Il passaggio da Palermo a Catania non rappresenta solo un cambiamento geografico, ma anche l’inizio di una nuova fase personale e professionale. Dietro al trasferimento, infatti, si cela il desiderio di lasciarsi alle spalle ferite mai del tutto rimarginate e di ritrovare un equilibrio che il lavoro e la vita privata hanno spesso messo a dura prova. Tuttavia, il nuovo incarico non le concede tregua: Catania è una città viva, complessa, affascinante, dove il crimine assume volti diversi ma non meno insidiosi.
Con intelligenza, intuito e una buona dose di ostinazione, Vanina si cala in una realtà che non conosce fino in fondo, ma che impara presto a decifrare. Accanto a lei, una squadra variegata di colleghi e collaboratori, tra cui spiccano personaggi dal forte carattere e dall’umanità disarmante, che la accompagnano in ogni indagine, tra tensioni, colpi di scena e momenti di sincera complicità.
A incorniciare la narrazione, come un respiro silenzioso tra un’indagine e l’altra, ci sono le vedute notturne di Catania: scorci suggestivi, luci soffuse che si riflettono sulla pietra lavica, vicoli che custodiscono segreti e malinconie. È in queste immagini sospese, tra il rumore del mare e l’eco lontana dell’Etna, che la serie trova un suo cuore pulsante, intimo, quasi romantico. La città non è solo sfondo, ma presenza viva, complice e talvolta misteriosa, che accompagna Vanina nei suoi tormenti interiori e nelle sue solitudini, offrendole – come allo spettatore – momenti di struggente bellezza.
È anche grazie a questa atmosfera unica che la serie conquista. Ma il vero merito sta nella solidità della scrittura, negli intrecci costruiti con cura e misura, capaci di unire tensione e umanità, indagini serrate e delicate aperture sull’animo dei personaggi. La forza del racconto, però, trova il suo fulcro nella protagonista: Giusy Buscemi dona a Vanina Guarrasi profondità, autenticità e uno sguardo che dice più di mille parole. Con la sua interpretazione intensa e misurata, riesce a tenere insieme fragilità e determinazione, dolore e tenacia, rendendola una figura femminile rara e memorabile nel panorama della serialità italiana.
E così, tra delitti da risolvere e verità da affrontare, tra cupezza e poesia, la serie ha saputo conquistare il pubblico, meritandosi il rinnovo per una seconda stagione. Una promessa di nuove storie, nuove ombre, e nuove luci che illumineranno ancora, nelle notti catanesi, il cammino di Vanina.
Federica Leonardi
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