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Illustrazione di Ilaria Longobardi, in arte dallamiap.arte

Napoli è disarmante, scenica: dalla sinuosità delle curve del Vesuvio, che si spiega sul golfo con prepotenza, ai vicoli segreti e scuri, fino alla sua storia architettonica e all’arte che investe ogni angolo o palazzo, rendendo la città bellezza che lascia senza fiato. Dotato d’identità, folklore e veracità, il capoluogo partenopeo, racchiude in sé scorci e luoghi originali, particolari, quasi insoliti. Sono diversissimi tra loro: laici, antichi, religiosi, moderni, sotterranei, privati. Spinti dall’amore per l’arte, passiamo in rassegna alcune meraviglie nascoste e poco conosciute:

CASA ZEVOLA (La casa-museo napoletana più bizzarra e curiosa)

Al civico 3 di Via Atri, apre le porte del suo fiabesco mondo artistico Giuseppe Zevola, pittore, poeta, compositore e filosofo napoletano. La sua “Muta domus”, accoglie una varietà eterogenea e stravagante di istallazioni e oggetti: esposizioni di eroi della mitologia indiana, omaggi a personaggi come Buddha e Giordano Bruno, porte e finestre colorate, specchi barocchi, lampadari ruotanti, mobili di famiglia con scritte arabeggianti, orologi antichi e televisori che pendono dal soffitto, pareti decorate con santi, in particolare Teresa D’Avila.

Col naso all’insù, passeggiate tra le stanze e lasciatevi ammaliare, sembrerà un teatro di immagini. Casa Zevola è considerato il museo più privato del mondo.

LA SEDIA DELLA FERTILITA’ (Santuario di Santa Maria Francesca delle cinque piaghe di Gesù)

Nel cuore dei quartieri spagnoli, precisamente in “Vico Tre Re a Toledo” – ad angolo con Via Speranzella –  s’incontra la chiesa dedicata alla Santa napoletana Maria Francesca. Dalla cappella laterale del santuario si accede alle scale e da qui alla casa della “Santarella” – cosi chiamata per il suo fare dolce e amabile – sede della “sedia della fertilità”. Il rito prevede che sedersi sulla “Sedia Santa” per qualche secondo pregando e sperando, aiuterebbe le donne con problemi di fertilità.

STILE LIBERTY: PALAZZO MANNAJUOLO (e i suoi segreti)

È il quartiere Chiaia ad ospitare uno dei palazzi più fascinosi di Napoli: Palazzo Mannajuolo. A dare vita a questo tesoro dell’architettura Libery – tra il 1909 e il 1911 – Giulio Ulisse Arata in collaborazione con l’ingegnere e proprietario del terreno, Giuseppe Mannajuolo. Quando vi si accede dalla porta principale, fin dal primo sguardo, ci si trova davanti ad un vero capolavoro.  La parte centrale dell’edificio coinvolge i visitatori in un vortice suggestivo e nasconde un segreto: una scala ellissoidale in marmo, unica nel suo genere. Da Via dei Mille il palazzo sembra mostraci una cupola, in realtà salendo le scale si nota che si tratta di un effetto scenografico. Ricordiamo che nel 1925, al piano terra del palazzo c’era il cinema-teatro Kursaal, qui andò in scena per la prima volta “Natale in casa Cupiello”. Nel 2017, invece, vi sono state girate alcune scene del film “Napoli Velata” del regista Ferzan Özpetek.

 OSPEDALE DELLE BAMBOLE

All’interno del cortile del palazzo Marigliano, a Spaccanapoli, una piccola porta sulla destra ci conduce in un sogno fatto di infanzia e fantasia: l’Ospedale delle Bambole. Si tratta di un’antica bottega artigianale di restauro di opere d’arte, luogo magico e fatato, che dall’ 800 ad oggi, attraverso quattro generazioni, porta avanti l’amore per il bello e il richiamo alla fanciullezza. Un vero e proprio laboratorio nel cuore del Centro Storico dove – attraverso l’amore, la passione e l’arte – ogni tipo di oggetto, in particolare giocattoli, bambole, statue, vengono “curati” per restituire sorrisi ad adulti e bambini.

PALAZZO SAN FELICE

A pochi passi dal celebre Palazzo dello Spagnolo, nello storico e controverso rione Sanità, si erge Palazzo San Felice, meno noto ma non per questo architettonicamente minore. Il palazzo prende nome dall’architetto Ferdinando Sanfelice, che lo progettò come propria residenza privata. La struttura ruota attorno a due cortili: il primo è un cortile più ampio a pianta rettangolare separato dal giardino retrostante grazie ad una scenografica scala aperta. Il secondo è ottagonale e presenta una scala a doppia rampa, che conserva ancora le originarie decorazioni a stucco. Il primo fu utilizzato per l’ambientazione del film “Questi Fantasmi”, trasposizione cinematografica della commedia di Eduardo De Filippo.

FARMACIA DEGLI INCURABILI

La Farmacia storica degli Incurabili, è un vero capolavoro napoletano, nata nel settecento e perfettamente conservata. Il luogo è annesso all’ospedale rinascimentale noto come Santa Casa degli Incurabili e fu anche uno dei siti simbolo della Massoneria napoletana. Qui il tempo sembra essersi fermato, si assapora già dall’ingresso la vera essenza dell’arte barocca ma allo stesso tempo sembra raccontarci la storia della medicina e della farmacologia. All’interno è possibile osservare innumerevoli vasi e urne ricercate che contenevano, all’epoca, spezie e medicamenti antichi, tra cui la leggendaria teriaca, un preparato farmaceutico antichissimo dalle supposte virtù miracolose contenente oppio, carne e pelle di vipera. Dopo il disastroso terremoto del 1980, soltanto dal 2012 – grazie al restauro – è possibile visitare questo luogo.

Quanto ancora possiamo scoprire lasciandoci trasportare dalla “curiositas”?

Loredana Zampano

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