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L’assenza del bando 2025 per la valorizzazione e il riuso sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata in Liguria è una “dimenticanza” che non può passare sotto silenzio. A denunciarlo è Libera Liguria, che esprime forte preoccupazione per il mancato rispetto degli impegni assunti dalla Regione due anni fa.

Nel 2024, dopo dodici anni di attesa dalla prima legge regionale antimafia, la Liguria aveva finalmente compiuto un passo avanti significativo: grazie al lavoro della precedente Commissione regionale antimafia era stato introdotto il primo finanziamento strutturale a sostegno del riuso sociale dei beni confiscati. Un segnale importante, seppur non ancora sufficiente, che aveva acceso aspettative e dato ossigeno ai progetti portati avanti da enti locali e realtà del terzo settore.

A distanza di un anno, però, il percorso sembra essersi interrotto. Il nuovo bando non è stato pubblicato e non risultano stanziate le risorse necessarie per garantire continuità alle assegnazioni. «Constatiamo con sgomento e preoccupazione l’incapacità della Giunta regionale di mantenere gli impegni presi», afferma Andrea Macario, referente regionale di Libera Liguria.

In gioco ci sono 600 mila euro: una cifra marginale nel bilancio complessivo della Regione, ma decisiva sul territorio. «Sono risorse fondamentali – sottolinea Macario – per rendere concreti i percorsi di legalità e giustizia sociale: ristrutturazioni, riapertura di spazi sociali, servizi educativi, progetti di inclusione e rigenerazione capaci di trasformare immobili sottratti alle mafie in presìdi di comunità».

La mancata pubblicazione del bando rappresenta, secondo Libera, un segnale istituzionale allarmante. «Il tema del riuso dei beni confiscati non può essere degradato a questione secondaria – evidenzia l’associazione – soprattutto in una regione che, come ricorda l’ultima Relazione della Direzione Investigativa Antimafia, presenta una presenza strutturata di consorterie mafiose riconducibili quasi esclusivamente alla ’ndrangheta».

Da qui l’appello alla Regione Liguria a “ritrovare memoria e volontà politica”, tornando a essere parte attiva di un percorso condiviso di contrasto alle mafie e promozione della cultura della legalità. «Onorare gli impegni già assunti – conclude Macario – significa garantire in tempi rapidi la pubblicazione del bando e assicurare continuità ai finanziamenti. Servono atti concreti, non rinvii».

Senza risorse e stabilità amministrativa, avverte Libera, il rischio è che i beni confiscati restino chiusi e inutilizzati, trasformando una conquista dello Stato in un’occasione mancata per le comunità.

Elena Zullo

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