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Da qualche settimana il nome di Alfredo Cospito è saltato agli onori della cronaca a causa dello sciopero della fame, che sta mettendo a rischio la sua salute. Ma chi è?

«Sono anarchico autorganizzatore perché contro a ogni forma di autorità e costrizione organizzativa. Sono nichilista perché vivo la mia anarchia oggi e non nell’attesa di una rivoluzione che, se pure verrà, creerà solo una nuova autorità. Non aspiro ad alcuna futura “paradisiaca”» così dice di sè il terrorista.

Cospito, classe 1967, è ritenuto uno dei leader anarchici già dal 1996 secondo gli inquirenti.  Fino al 2008 insieme alla compagna Anna Beniamino, detenuta anch’essa, si occupava della redazione di un giornale anarchico, clandestino e rivoluzionario (KN03, la sigla che indica la formula chimica del nitrato di potassio, utilizzato per creare fumogeni) per cui è stato accusato di istigazione a delinquere.

Inoltre, è ritenuto responsabile per l’attentato alla Scuola Allievi Carabinieri di Fossano (CN), nel 2006, dove solo per una fortunata coincidenza non ci furono vittime. Per questo episodio fu condannato a 20 anni di reclusione con l’accusa di strage.

Nel 2012 insieme a un suo complice, Nicola Gai, gambizzò Roberto Adinolfi, dirigente dell’azienda energetica italiana Ansaldo Nucleare e rivendicò poi l’azione con una lettera inviata al Corriere della Sera. I due furono arrestati subito.

La Cassazione successivamente ha stabilito in merito ai fatti avvenuti nel 2006 che si trattasse nello specifico di strage contro la sicurezza dello Stato e per questo fu condannato all’ergastolo ostativo, cioè senza la possibilità di avere alcun beneficio durante la detenzione. Dunque nel maggio dello scorso anno Cospito viene trasferito al 41bis di Sassari.

Detenzione al 41bis

Si tratta del primo anarchico a essere posto al sopraccitato regime.

Secondo i magistrati tale misura si è resa necessaria per impedire a Cospito di comunicare con l’esterno, poiché nonostante la detenzione riusciva a inviare messaggi ai suoi compagni anarchici, invitandoli esplicitamente a continuare la propria battaglia anche con mezzi “più efficaci”.

Cospito inizia lo sciopero della fame

Lo scorso ottobre Cospito dà inizio alla sua protesta contro il regime a cui è sottoposto con il suddetto sciopero della fame. Secondo i medici le condizioni fisiche del detenuto sono, a mano a mano, diventate sempre più critiche tanto da attirare l’attenzione dei media e a chiedere per lui assistenza.

Per questo è stato prima trasferito nel carcere milanese di Opera per le sue oramai gravi condizioni di salute. Addirittura, i medici del carcere fanno sapere che nel caso in cui la sua salute peggiorasse ulteriormente il detenuto andrebbe ricoverato d’urgenza nel reparto di medicina penitenziaria dell’ospedale San Paolo (MI).

Ma a cosa mira davvero?

Come riportato anche da Il Fatto Quotidiano, lo sciopero della fame nasce per un piano ben specifico, ovvero – così come affermato dallo stesso Cospito in infermeria – l’intenzione sarebbe non solo quella di uscire dal carcere duro, bensì che il 41bis sia definitivamente abolito. Questo varrebbe anche per tutti gli altri detenuti, compresi i mafiosi, i principali destinatari di tale misura sin dall’inizio della sua creazione.

Ai medici, inoltre, ha dichiarato di essersi preparato allo sciopero ingrassando prima e utilizzando integratori affinché possa resistere il più a lungo possibile.

La risposta della politica

La politica si divide. La premier Meloni e il Ministro della Giustizia Nordio hanno più volte ribadito che lo Stato non tratta con i mafiosi e i terroristi, vedendo nella protesta di Cospito un attacco non solo al 41bis ma alle Istituzioni. Secondo quanto riferito dal deputato Fdi Giovanni Donzelli, invece, le opposizioni sarebbero schierate dalla parte del detenuto. Infatti, Donzelli riferisce che quattro deputati della sinistra abbiano incontrato Cospito, il quale avrebbe avuto colloqui con Boss della Mafia provate da intercettazioni.

A tal proposito secondo il magistrato Sebastiano Ardita il caso Cospito rischia infatti di fare da ” cavallo di troia per far passare l’abbattimento del 41bis”, quindi un azione a favore anche dei mafiosi.

Gli italiani sul caso Cospito

Manifestazione di solidarietà degli anarchici per il processo ad Alfredo Cospito.
Fonte ANSA.

Il caso ha attirato l’attenzione però non solo della politica, ma anche di tutti gli italiani. Secondo un sondaggio svolto da Marco Travaglio, infatti, solo il 16,1% degli italiani sarebbe concorde nel togliere il 41bis a Cospito, mentre appena il 3,7% vorrebbe abolirlo del tutto.
Eppure negli ultimi giorni si sono registrate manifestazioni nelle principali città italiane a sostengo dell’anarchico, dove si sono registrati atti vandalici e scontri con la polizia come a Roma.

Inoltre, è notizia della scorsa settimana la telefonata anonima arrivata alla redazione del Resto del Carlino, dove una “voce” annunciava un attentato a Bologna.

La situazione risulta dunque molto complessa e preoccupante. Dopo un analisi sommaria del personaggio e di ciò che le sue azioni comportano o comunque potrebbero comportare ci sorge però un dubbio: ma se l’altra “profezia” di Baiardo si stesse avverando?

Carmela Fusco

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