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Nella giornata di ieri 30 Marzo, ad aggiudicarsi la prima selezione della 77esima edizione del “Premio Strega” sono state 12 opere che hanno superato il confronto con gli 80 titoli candidati dagli “Amici della domenica”.

Ad annunciarlo, le parole della presidente Melania Mazzucco, nella splendida cornice della Camera di commercio di Roma, nella sala del tempio di Vibia Sabina e Adriano.

I 12 autori e autrici avranno la possibilità di raccontare le loro opere in gara al Salone internazionale del libro di Torino, in un incontro individuale, tra venerdì 19 maggio e domenica 21 maggio. 

Scopriamo dunque nel dettaglio i 12 titoli che si sono aggiudicati la finalissima.

Un’edizione da record, che vede la presenza di otto autrici sui 12 titoli selezionati (La Stampa ndr). Tra i favoriti Rosella Postorino e Romana Petri (La Repubblica ndr)

La Sibilla. Vita di Joyce Lussu di Silvia Ballestra

É la storia di Joyce, donna intraprendente ed attivista, che attraversa i confini dell’Europa nell’epoca nazifascista. Fa della poesia uno strumento di liberazione, in particolare per l’Africa e il Curdistan. Giuseppe Antonelli lo descrive come: “emozionante inno alla resistenza, all’indipendenza, alla libertà”.

Dove non mi hai portata. Mia madre, un caso di cronaca di Maria Grazia Calandrone

Lucia, accusata di adulterio e abbandono del tetto coniugale, sullo sfondo di un’Italia del 1965, scappa a Roma con il suo nuovo amore Giuseppe, decisa a liberarsi di un amore violento. Ma assediata dai fantasmi del passato, abbandonerà sua figlia di 8 mesi, Maria Grazia Calandrone, che, attraverso gli articoli di cronaca, cercherà di scoprire le dinamiche della scomparsa misteriosa di sua madre.

La traversata notturna (La nave di Teseo) di Andrea Canobbio

In una Torino del 1946, un ufficiale del Genio e un amante della musica e della poesia si sposano e mettono su famiglia. Trascorrono velocemente gli anni del miracolo economico, che diventano presto gli anni della contestazione e della crisi. In questo turbine temporale, l’ingegnere, soccombendo alla melanconia, scava un tunnel personale dove rimane intrappolato, intrappolando anche la moglie e i figli. Disseminati i frammenti del tempo nello spazio della città, il narratore indaga i motivi misteriosi della depressione del padre. 

Come d’aria di Ada D’Adamo

La prognosi di una malattia diviene per Ada, donna di 50 anni, il varco per confessarsi a sua figlia e raccontare la loro storia. Elena Stancanelli aggiunge: “Il corpo di entrambe è il centro di questo memoir sfolgorante per intelligenza, coraggio e misericordia.”

Ferrovie del Messico di Gian Marco Griffi

In una Repubblica Sociale Italiana, Cesco Magetti, milite della Guardia nazionale repubblicana ferroviaria, Tilde Giordano, ragazza bellissima e folle, della quale Cesco si innamora all’istante e perdutamente; Steno, devotissimo fidanzato di Tilde, partigiano senz’armi, faranno su e giù per le ferrovie del Messico, tra gli anni Venti e gli anni Trenta del secolo scorso.

Alessandro Barbero racconta del libro:”il romanzo è scritto in una lingua versatile e mutevole, spesso apparentemente orale ma in realtà letteratissima, che attinge a tutte le risorse dell’italiano, delle parlate regionali, dei linguaggi specialistici, e financo a gerghi furfanteschi e fantastici.”

Le perfezioni di Vincenzo Latronico

Vincenzo Latronico torna con il suo nuovo romanzo raccontandoci il lento declino di vite apparentemente perfette, attingendo dalle vite di Anna e Tom in cui un lavoro creativo che diventa ripetitivo e noioso, un impegno politico progressista spegne ogni entusiasmo e tregua. Il tutto narrato attraverso avvincenti parabole sulle nostre vite assediate dalle immagini dei social media e sulla ricerca di un’autenticità sempre più fragile e rara.

Simonetta Sciandivasci motiva la sua scelta con: “Non conosco altri scrittori capaci di farmi dire che Sally Rooney si è sbagliata, sul conto della sua generazione, che poi è la stessa di Latronico, e anche la mia: la nostra ambizione non è essere persone normali. L’ambizione di Anna e Tom è potersi definire nel cambiamento, riconoscersi senza doversi identificare e avere «un cuore che batte più rapido e più lento, insieme». 

Rubare la notte di Romana Petri

A partire dalla storia del Piccolo principe, Romana Petri si addentra in un “nuovo genere di biografia letteraria”, racconta Teresa Ciabatti.

Questa volta peró il focus é su di Antoine de Saint-Exupéry, attanagliato dalle cure possessive di sua madre con cui vive nel maestoso castello di Saint-Maurice-de-Rémens. Le sorti di Antoine, divenuto pilota civile, restano sconosciute. Di lui rimarrà il mito del fanciullo da riconoscere in ognuno di noi. 

Mi limitavo ad amare te di Rosella Postorino

Sullo sfondo dell’ estate del 1922 a Sarajevo, Nada viene allontanato dalla guerra contro la sua volontà mentre suo fratello Omar é in procinto di andare in guerra. Molte domande tempestano quella che doveva essere un’infanzia felice.La madre di Omar è ancora viva?Suo fratello sopravviverà?. Ispirato a una storia vera, “Mi limitavo ad amate te” si colloca a pieno titolo nella tradizione del grande romanzo europeo.

Cassandra a Mogadiscio di Igiaba Scego

Allo scoppio della guerra civile in Somalia, il Jirro, scivola nell’animo della protagonista per non abbandonarlo mai più.Il Jirro è una delle molte parole somale che incontriamo in questo libro: è la malattia del trauma, dello sradicamento, un male che abita tutti coloro che vivono una diaspora.  La stessa autrice, Igiaba Scego, nasce in Italia da genitori emigrati dalla dittatura di Siad Barremescola.

Il continente bianco di Andrea Tarabbia

Marcello Croce è a capo di un movimento di estrema destra e, nel frattempo, frequenta Silvia, una donna della borghesia romana con la quale instaura un gioco di potere che li porterà alla perdizione.

Tornare dal bosco di Maddalena Vaglio Tanet

Silvia, maestra di un piccolo paese di montagna, scompare senza lasciare traccia. Si vocivera in paese che il movente sia il suicidio di una sua alunna, Giovanna. A ritrovarla nel bosco, un giove bimbo Martino di cui si prende cura e sancisce il patto segreto: non confessare il ritrovamento della maestra.

Una minima infelicità di Carmen Verde

Annetta vive all’ombra della madre, Sofia Vivier. Sua madre si vergogna del corpo minuto di Annetta e lei, quasi a darle ragione della sua inadeguatezza, si rinchiude nella sua ostile casa, dominata dall’arrivo della domestica Clara Bigi, capace di imporle regole rigide e insensate. La morte improvvisa del padre sancirà l’inizio della vita adulto reso ancora più amara dalle  cure rivolte alla sua deperita madre, fino a dimenticare addirittura sé stessa. 

Prime impressioni

I vari titoli selezionati sembrano avere in comune le atrocità della guerra e l’esperienza dell’emarginazione, in linea con un contesto socio-culturale in cui la guerra é più viva che mai, con lo scontro tra l’Ucraina e la Russia.

Ma la guerra che sa farsi resistenza in Joyce con le sue poesie, che sa farsi esplorazione in “Ferrovie del Messico” fanno trapelare un insito inno alla speranza.

Carmen Allocca

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