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Gonfiamo il petto (per una volta) e pensiamo che davvero l’Italia sia il Paese più bello del mondo. Qualcuno sosterrà di non aver mai messo in dubbio ciò da un punto di vista prettamente paesaggistico ed artistico. Noi però vogliamo ribadire questo concetto ed estenderlo anche ad altri settori, ad esempio quello dell’export rigorosamente “Made in Italy”.

I nostri prodotti, provenienti dai settori più disparati, hanno un valore immenso che paradossalmente riconoscono molto di più all’estero che entro i confini nazionali. Basti pensare che, secondo il rapporto ICE 2021-2022, le imprese italiane sono state altamente reattive durante e immediatamente dopo il picco pandemico riuscendo a tenere sempre alto il livello di esportazione dei beni.

Made in Italy: tutti i numeri dell’export “all’italiana”

Per la serie “carta canta”, nel 2021 il settore dell’export ha generato il 32% del Pil del nostro Paese. Nel primo semestre dello scorso anno il dato è risultato in ulteriore aumento. Numeri trainati senz’altro da tre campi specifici (meccanica, moda ed agroalimentare) che insieme costituiscono il 75% delle esportazioni italiane.

Indubbiamente, presupposto che anche la medaglia più scintillante abbia sempre una faccia più opaca, tanti altri settori rilevanti non godono della stessa fama; la troppa burocrazia, le carenze nel sistema giudiziario e nella Pubblica Amministrazione e la scarsa qualità di comunicazione tra privati ed imprese rendono impari il confronto tra grandi colossi e piccole imprese.

Come promuovere l’economia italiana all’estero

Tuttavia, risulta più che mai vera l’affermazione secondo cui ciascuno di noi può fare la propria parte per migliorare la situazione. A tal proposito, molto banalmente potremmo rivolgerci più spesso ai vari agricoltori che vendono prodotti a km zero, recarci nei vari mercatini per rinnovare il nostro abbigliamento oppure nelle numerose boutique, o ancora affidarci ai maestri artigiani per le varie riparazioni. Sono tutte attività e figure professionali di cui l’Italia è piena. Bisognerebbe essere, insomma, in costante contatto col territorio, con il nostro territorio.

Accanto al nostro piccolo-grande sostegno, c’è l’attività di enti specializzati nella promozione della nostra identità; l’agenzia governativa ICE, ad esempio, ogni anno organizza circa 900 eventi in tal senso. E poi c’è Reliabitaly che, senza scopo di lucro, promuove e tutela il Made in Italy nel mondo.

Basta poco, in fondo, per tenere alta la nostra bandiera. Agiamo di conseguenza, gridiamo sempre più forte la nostra fierezza, il nostro essere italiani. Ce n’è troppo bisogno!

Felice lunedì!

Felice Marcantonio

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