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Alla Pietrasanta due dei più grandi artisti della storia dell’arte e del cinema: Alfred Hitchcock e Salvador Dalì

Continua a Napoli l’esposizione del progetto Dalì Universe che ha scelto la città partenopea per l’anteprima mondiale di “Spellbound: Scenografia di un Sogno”. La mostra è in esposizione presso la Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, proprio nel cuore pulsante del centro storico, fino al 30 settembre 2022.

Il curatore del progetto e dell’intera mostra è il gallerista italiano Beniamino Levi.

Lo scopo della mostra è quello di creare un connubio tra musica, arte e cinema, mettendo in comunicazione l’arte surrealista del genio spagnolo e la filmografia thriller di Hitchcock.

Da Napoli, unica città europea ad avere il privilegio di ospitare due dei più grandi artisti della storia dell’arte e del cinema, prenderà il via un tour espositivo mondiale: Spellbound volerà da Seul fino a New York.

Dalì incontra Hitchcock

Dalí si occupò diffusamente, nel corso di tutta la sua carriera, di musica, ballo e teatro, creando scenografie già a partire dal 1927 e partecipando a frequenti collaborazioni.  

Il dipinto Spellbound è il risultato di una collaborazione unica con Alfred Hitchcock. Il film, del regista cinematografico britannico naturalizzato statunitense, Spellbound (Io ti salverò) del 1945, vincitore del premio oscar, fu uno dei primi a misurarsi col tema della psicanalisi di stampo freudiano.

Il dipinto fu adoperato come scenario per girare la scena del sogno. Lo spettatore viene catturato vividamente dalla natura illusoria dello stato di subcoscienza, dove la realtà viene impreziosita dai pensieri distolsi e dal funzionamento celato della mente.

Dalí utilizzò il suo genio creativo in modo naturale in quanto profondamente interessato al tema della psicanalisi; inoltre, non solo aveva incontrato Freud personalmente ma lo aveva raffigurato in precedenti sue opere d’arte. 

Hitchcock avrebbe potuto scegliere De Chirico o Ernst, ma nessuno era fantasioso e stravagante quanto un artista visionario e pervaso da paranoie critiche come Dalì, solo lui poteva essere in grado di immaginare la scenografia ideale.

Da qui nasce un’opera di trenta metri, che viene esposta per la prima volta in Europa. Un’opera che rappresenta un pezzo di storia del cinema.

L’esposizione

Il tema principale della mostra è la psiche umana e tutto ciò che porta con sé: recupero e perdita della memoria, paranoia, fase onirica e psicoanalisi.

La mostra si compone di un corpus di oltre cento opere originali di Dalì, valorizzate dalla dimensione cinematografica hitchcockiana e da originali effetti sonori e multimediali. Incontriamo un Salvador Dalì artista poliedrico: pittore, scultore, designer, illustratore e anche scenografo. La collezione, infatti, è formata da sculture in bronzo, grafiche, libri illustrati,opere in vetro Daum, oggetti di design, tarocchi daliniani e arredi surrealisti dal valore inestimabile. Lavori simbolici, che ripercorrono l’iconografia surrealista, alcune di esse mai esposte prima in Italia.

Il percorso espositivo culmina proprio con l’esposizione dello Spellbound che riuscirà a toccare le corde più intime dello spettatore, sembrerà di essere in un sogno, in un film. Il capolavoro di Dalì sarà avvalorato da una scenografia corredata da proiezioni e dalla colonna sonora premio Oscar del compositore Miklos Rosza.

La settima arte rappresenta una sintesi delle arti dello spazio e del tempo. Le arti si assorbono a vicenda formando una sorta di connessione imprescindibile e si incontrano continuamente: è questo Spellbound.

Loredana Zampano

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