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C’è un quartiere dove i capitoli della lunga storia di Pozzuoli si sono sovrapposti come pagine di un libro: il Rione Terra” così Alberto Angela, in una puntata di Superquark, ha descritto questo suggestivo luogo che rappresenta il cuore della cittadina di Pozzuoli.

Costruito su un promontorio di tufo a circa 33 metri sul livello del mare, il Rione Terra domina strategicamente su tutto il Golfo di Pozzuoli e rappresenta uno dei quartieri più antichi della Campania.

LA STORIA

Il Rione terra è stato protagonista di molteplici evoluzioni storiche: dalla colonizzazione greca e romana fino all’epoca moderna.

Lo storico greco Strabone sostenne che già nel 529 a. C. la rocca divenne meta degli esuli di Samo che, sfuggiti alla tirannide di Policrate, fondarono la città con il nome augurale di Dicearchia (= luogo dove regna la giustizia). 

Fu, però, durante l’egemonia romana che l’intera area puteolana ebbe il suo massimo splendore. Infatti, Pozzuoli divenne il principale porto dell’era repubblicana ed imperiale, con cuore pulsante proprio nella rocca. Non a caso le basi sulle quali molti degli edifici sono stati costruiti hanno origine romana.

Solo dopo la caduta dell’Impero romano, l’allora Puteoli ridusse la sua area geografica d’influenza: se prima l’estensione territoriale includeva anche Bacoli, nel post-impero il declino comportò un ridimensionamento e alla stratificazione della superficie urbana.

IL BRADISISMO DEL 1970

Il passare dei secoli ci porta fino ai recentissimi anni ’60 quando il Rione Terra era ancora il fulcro della vita cittadina.

Il Rione Terra prima del 1970 (dipinti del maestro ANTONIO ISABETTINI)

A causa del fenomeno bradisismico che colpì l’area flegrea, furono emesse diverse ordinanze di sgombero da parte del Comune.

Il 28 febbraio del 1970, presso il Ministero degli Interni, fu approvato un piano di emergenza.

Tra il 2 e il 3 marzo 1970, gli abitanti del Rione Terra furono costretti ad abbondonare le loro case e a sgomberare il quartiere. Si decise di trasportare queste persone in vari alloggi della zona balneare di Miliscola e Licola, altri ancora nella zona di Qualiano oppure nell’edificio destinato al nuovo ospedale psichiatrico situato sulle pendici dei Camaldoli, una delle colline a nord di Napoli. Fu avvertita l’esigenza di individuare altre zone per costruire insediamenti, come il comprensorio di Toiano, considerato adatto per le garanzie di sicurezze che offriva.

A poco a poco il Rione Terra divenne un quartiere fantasma.

Si racconta che solo il vescovo in quel periodo vi rimase ad abitare. Tutto intorno erano solo vicoli silenziosi.

PERCORSO ARCHEOLOGICO

Nei primi anni ’90 si inizia a parlare di recupero e di riqualificazione della zona. Fu solo allora che emerse tutta la storia che questo luogo possedeva, riportando alla luce anche numerose testimonianze del passato greco-romano.

È presente, infatti, un intero percorso archeologico sotterraneo scavato nella roccia tufacea, quasi perfettamente conservato, che ricalca la città romana. In questo modo, si offre la possibilità di rivedere e rivivere com’era il Rione Terra più di 2000 anni fa.

Il visitatore, accompagnato da una guida riconosciuta dalla Regione Campania, va alla scoperta dell’architettura degli edifici e delle attività che si svolgevano in antichità, come il forno per la lavorazione e la cottura del pane (detto pistrinum), i depositi per il grano, le botteghe.

ORARI DI APERTURA

Aperto tutti i giorni, compresi la domenica e festivi dalle 9:00 alle 16:30.

TARIFFE D’INGRESSO

€ 5,00 per biglietto intero;

€ 2,50 biglietto scontato a persona per gruppi di almeno 15 unità; per i giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni, per i docenti delle scuole statali.

Per informazioni o richieste particolari potete chiamare i seguenti numeri: 081.192.55.646 (Biglietteria) / 081.19.00.9000.

Chiara Vitone

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