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Amare il proprio territorio significa conoscerne la storia, la cultura, i problemi.

Nel Novecento il Mezzogiorno ha contribuito in maniera significativa allo sviluppo culturale non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Questo sviluppo  si deve a personaggi che hanno scritto la storia del nostro paese e ancor di più del nostro Sud, come Salvatore Quasimodo, Luciano De Crescenzo, Pino Daniele, Massimo Troisi, Antonio de Curtis, Eduardo de Filippo, e non solo.

Parlare del Mezzogiorno non è semplice; non è semplice affrontare tutti i suoi problemi, non è semplice risolverli, non è semplice affrontare il grande divario sociale ed economico con il Nord, non è facile convincere che il Sud è una risorsa che non può essere ignorata. Perché da che storia è storia, il Sud Italia è sempre stato una miniera d’oro.

Ecco, una miniera d’oro.

Ed è proprio di questo che dobbiamo parlare. Affrontare e toccare tutti questi temi con profonda sensibilità, talvolta anche con ironia, quell’ironia pungente ma mai scontata o volgare.

  A tal proposito mi viene in mente  Massimo Troisi, che assieme ad altri ha contribuito allo sviluppo non soltanto artistico ma anche umano. Attore, comico, sceneggiatore, nato nel 1953  a San Giorgio a Cremano, nel napoletano.

 Troisi sapeva raccontare i  sentimenti, la guerra, l’arte, la poesia, la rabbia, la gioia e la realtà della Napoli del suo tempo. Sapeva raccontare quella  realtà  spesso così ingiusta, e lo faceva  nel modo più giusto che c’è.

Ironico, profondo e romantico, Troisi rappresentava il napoletano vero, onesto,  innamorato della sua terra, con tutti i suoi pregi e difetti .

Massimo, che assieme a Pino Daniele,hanno formato ,formano e formeranno sempre  il quadro perfetto della Napoli che ci piace.

Figli del Vesuvio, hanno trasformato gli angoli più tristi della città in luoghi d’arte.

 Hanno creato musica e  poesia laddove pareva non ci fosse arte.

Hanno creato ambizione e tenacia nei giovani  laddove il Sud rappresentava quella parte dell’Italia meno importante.

Hanno creato aspettative e speranza laddove “speranza” era solo la parola pronunciata per darsi conforto. Hanno fatto sognare tutti, dal ragazzo più giovane all’uomo più vecchio; ci hanno fatto amare di più il mare, i vicoli,le strade e la gente della Napoli che non è mai stata la parte più spregevole e corrotta della società , ma la fusione di gioia e sofferenza.

 Noi che insieme a Pino Daniele “Ci emozioniamo ancora davanti al mare”. Perché la nostra terra è mare, e  per questo  vita, futuro e opportunità.

La nostra più grande responsabilità  è proprio questa: prenderci cura di questa terra, valorizzarne ogni angolo e far conoscere a tutti l’immensità e la bellezza di questa eterna Napoli, ed eterno Sud.

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6 Responses

  1. Giusy Pannone, per mia sfortuna non ho il piacere di conoscerti… dirti che sono belle parole è molto riduttivo… mi piace ciò che hai scritto e per come l’hai scritto… mi sembrava sentirti parlare più che leggere… avvertire le tue emozioni mentre raccontavi… grazie per le belle parole scritte sulla nostra splendida Napoli e i nostri tanti grandi Napoletani 💙 grazie 🙏🏻❤️

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