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Analisi del fenomeno tormentoni

Alan Sorrenti, “Figli delle Stelle”

Al bar, in auto, dal parrucchiere: i tormentoni sono ovunque! Ci accompagnano durante la giornata e fanno capolino con prepotenza dal primo mattino fino a tarda notte, magari remixati in chiave elettronica.

Ogni anno, o meglio, ogni estate non è italiana senza la creazione della propria hit, ovvero la diffusione di canzoni che ricopriranno il ruolo di protagoniste per tutta la durata della stagione, e spesso, anche oltre.

Tra queste hit, però, spiccheranno quelle canzoni che hanno come caratteristiche fondamentali la musicalità, il ritmo, i testi semplici da ricordare, con significati poco impegnativi e molto “leggeri” nonchè ballabili, ed è proprio in base a questi canoni che emerge il tormentone estivo.

Se, a prima vista, può sembrare un fenomeno tipicamente coevo, la realtà dei fatti è ben altra…

La nascita del termine “tormentone”

L’espressione tormentone nasce con il brano Legata a un granello di sabbia di Nico Fidenco nel 1961, dando il via alle successive hit estive; per tutti gli anni Sessanta iniziarono a diffondersi brani evergreen come Abbronzatissima e i Watussi, tormentoni per eccellenza di quel periodo, per poi continuare nel corso degli anni con i successi di Battisti, Celentano, oppure con quello di Figli delle stelle di Alan Sorrenti nel 1977.

I tormentoni che dagli anni Sessanta si sono diffusi sono molti ed è impossibile citarli tutti, quindi ci limiteremo a ripercorrerli brevemente avvicinandoci così agli ultimi anni, così da toccare le corde dei più nostalgici.

Come non citare (e canticchiare), per esempio, Sotto questo sole dei Ladri di Biciclette o 50 special dei sempreverdi Lunapop?

Protagonisti odierni sono senza alcun dubbio Gabbani, Mengoni, Tommaso Paradiso, Carl Brave, Takagi e Ketra, Rovazzi e Fedez nonchè molti altri detentori del primato delle classifiche radio nazionalpopolari, il cui obiettivo è diffondere ancora di più il pop definito “commerciale”.

Le hit estive come fenomeno sociologico

A partire dal mese di maggio cerchiamo di capire quale sarà il cantante o il gruppo che, con la propria musica, alleggerirà la stagione estiva.

Ogni anno attendiamo con ansia la pubblicità del gelato Algida per capire quale potrebbe essere la hit estiva per eccellenza. Negli ultimi anni, tuttavia, è difficile dire quale sia la hit estiva che ha avuto maggior successo.

Sì, i numeri parlano (quanto gira una canzone in radio, quanti streaming ha avuto) ma non sempre si può parlare di una vittoria schiacciante. Questo perché le hit estive sono dei veri e proprio tormentoni e si possono definire tali quelle canzoni che entrano nella testa senza un vero motivo facendo fatica ad uscirne.

I tormentoni estivi (e non) hanno alcune caratteristiche essenziali senza le quali non potrebbero definirsi delle vere proprie hit: la chiave maggiore o minore che gestisce la melodia, la metrica basilare e il tempo del brano stesso.

Inoltre, a fare da costante è anche la tematica delle canzoni: si tratta sempre della narrazione di un amore estivo, dunque passionale che lascia l’amaro in bocca non appena arriva settembre.

Poche sono le volte in cui questo amore si protrae nel tempo. Infatti si sa, l’estate è la stagione della passione. Ad inaugurare la stagione estiva, quest’anno, c’ha pensato un trio del tutto inedito: Fedez, Mara Sattei e Tananai. Si tratta di un trio insolito eppure di grande successo cosi come la loro canzone, “la dolce vita”. Il brano conserva una musicalità super estiva, una melodia che entra facilmente in testa ed un ritornello molto ridondante:

“La vita senza amore dimmi tu che vita è/ oh dove sei andata, oh mi sei mancata/ mi perdo dentro un taxi che mi porterà da te/ bello stare a casa, musica italiana”

Il brano, che mette insieme tre voci diverse con tre stili differenti, mette in risalto la penna ironica di Fedez che è solito parlare d’amore in questa maniera.

Il messaggio della canzone è un invito a vivere con amore.

Dario Del Viscio

Giusy Pannone

Isabella Cassetti

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