Categories:

Cara Michela,

le persone continuano a cercare risposte nelle tue parole per definire il proprio malessere, il proprio passato, il  proprio essere o il proprio interrogativo.

Se fossi fisicamente tra di noi, probabilmente non ti stupiresti affatto di quel che sta succedendo. Probabilmente ne rimarresti fortemente amareggiata, ma la tua conclusione sarebbe che l’uomo – inteso come essere vivente – non impara dagli errori degli altri e talvolta neppure dai propri.

I femminicidi, le aggressioni verbali, le segnalazioni non cesseranno mai finchè le tue parole e quelle delle tue colleghe non diventeranno parte integrante della nostra società.

Ho fortemente paura che le nostre future nipoti usciranno di casa con il mio stesso timore. Allo stesso tempo ti dico che no, Michela, non demordiamo. Andremo avanti a denunciare e a parlare di questo virus sociale finché la nausea non provocherà il cambiamento.

E a tutte noi che giornalmente distribuiamo pillole per la nostra città, vorrei ricordare ciò che non dobbiamo mai scordare dei tuoi insegnamenti.

Mi hai insegnato che il femminismo è un modo di pensare, di conoscere sé stesse, di definire i propri diritti e di accettare il nostro essere.

Mi hai insegnato che il femminismo può essere maggiormente compreso da chi ne ha bisogno e deve essere spiegato a chi pensa che sia solo legato a come concordare i nomi, se al maschile, al femminile, mettendo la u finale o l’asterisco.

Mi hai insegnato che il mio essere donna non mi rende meno forte, autoritaria, audace di un uomo.

Mi hai insegnato che se l’uomo mi accetta per il mio aspetto fisico non mi devo sentire sbagliata. Se non considera le altre mie caratteristiche quali l’intelligenza, la simpatia, la sicurezza, la mia carriera, i miei obiettivi il problema non sono io.

Mi hai insegnato che l’unico motivo per la quale devo scegliere la persona al mio fianco è il rispetto.

Mi hai insegnato che il mio “no” vale tanto quanto quello dell’uomo che ho davanti e se la mia negazione non viene considerata allora vuol dire che le strade da percorrere sono differenti.

Mi hai insegnato che mi devo svegliare ogni mattina sorridendo.

Mi hai insegnato che vivere da sola è bellissimo.

Mi hai insegnato che i fallimenti fanno parte del percorso.

Mi hai insegnato che tassello dopo tassello posso diventare la donna che voglio.

Mi hai insegnato che studiare è essenziale, a qualsiasi età.

Mi hai insegnato che i limiti che mi pongo sono solo miei e che solo io sono in grado di superarli.

Mi hai insegnato che anche io sono politica.

Mi hai insegnato che anche io sono una voce e nel mio piccolo posso fare più di quel che penso.

Elena Zullo

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *