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Nella giornata di ieri la commissione Affari costituzionali del Senato ha fatto un passo storico, approvando all’unanimità un emendamento al decreto-legge “Elezioni”.

Questo emendamento, sostenuto da tutti i partiti, consentirà agli studenti fuori sede di votare alle prossime elezioni europee dell’8 e 9 giugno senza dover fare il viaggio nel loro comune di origine.

Elezioni europee: ecco come funzionerà il voto per i fuorisede

L’emendamento è il risultato di una lunga attesa e di richieste da parte degli studenti che si trovano a vivere lontano dal loro comune di residenza. Tuttavia, le modalità previste sono ancora limitate e riguarderanno solo le elezioni europee in programma quest’anno.

Secondo il testo dell’emendamento, gli studenti potranno votare in un comune diverso da quello di residenza solo se vivono fuori sede da almeno tre mesi. La procedura varia a seconda se il comune di residenza e quello di domicilio appartengono alla stessa circoscrizione elettorale.

Se appartengono alla stessa circoscrizione, gli studenti possono semplicemente votare nel comune in cui risiedono fuori sede. Occorre, però, presentare una richiesta al proprio comune di residenza almeno 35 giorni prima delle elezioni. Il comune avrà 15 giorni per approvare la richiesta e trasmetterla al comune di domicilio, che a sua volta darà l’autorizzazione al voto fuori sede almeno 5 giorni prima dell’elezione.

Se i comuni di residenza e domicilio appartengono a circoscrizioni diverse, la procedura è più complessa. Dopo aver ottenuto l’autorizzazione, gli studenti dovranno recarsi nel capoluogo di regione dove sono domiciliati per poter votare nelle “speciali sezioni elettorali” destinate agli elettori fuorisede.

Un passo che non basta

Non tutti però sono soddisfatti. Numerosi sono infatti i fuorisede per motivi lavorativi, che però non vengono compresi nell’emendamento.

La stessa opposizione critica il fatto che la possibilità di votare fuori sede sia limitata agli studenti e chiede che venga estesa anche ai lavoratori che vivono lontano dal proprio comune di residenza per motivi di lavoro o salute.

Nonostante le limitazioni e le critiche, l’emendamento rappresenta comunque un passo avanti per la partecipazione democratica degli studenti fuori sede. La sua approvazione unanime in commissione evidenzia il riconoscimento dell’importanza di garantire a tutti i cittadini il diritto di voto, indipendentemente dalla loro posizione geografica.

La sperimentazione di questo nuovo sistema di voto sarà però un banco di prova importante per valutare l’efficacia e l’efficienza delle procedure elettorali, nella speranza che possa aprire la strada a possibili future estensioni del diritto di voto fuori sede a una più ampia categoria di cittadini.

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