sicilia Archivi - La Voce del Sud https://www.lavocedelsud.org/tag/sicilia/ “Se si sogna da soli, è un sogno. Se si sogna insieme, è la realtà che comincia. ” Mon, 20 Jul 2026 09:30:12 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.3 199277288 Estate 2026: le spiagge siciliane più gettonate tra mare cristallino e paesaggi da cartolina https://www.lavocedelsud.org/estate-2026-le-spiagge-siciliane-piu-gettonate-tra-mare-cristallino-e-paesaggi-da-cartolina/ Mon, 20 Jul 2026 09:30:08 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=9707 Che si scelgano le spiagge bianche del Trapanese, le coste vulcaniche delle Eolie o gli ampi arenili del Ragusano, la Sicilia continua a offrire un patrimonio naturale unico, capace di soddisfare ogni tipo di viaggiatore e di confermarsi, anche nel 2026, regina indiscussa dell'estate mediterranea.

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Con l’arrivo dell’estate 2026, la Sicilia si conferma ancora una volta una delle destinazioni balneari più amate d’Italia.

Dalle lunghe distese di sabbia dorata del versante meridionale alle suggestive baie incastonate tra scogli vulcanici e riserve naturali, l’isola continua ad attrarre migliaia di visitatori italiani e stranieri alla ricerca di mare cristallino, natura e autenticità.

A trainare le preferenze dei vacanzieri sono innanzitutto le località insignite della Bandiera Blu 2026, riconoscimento che premia non soltanto la qualità delle acque ma anche i servizi, la sicurezza e la sostenibilità ambientale. Quest’anno la Sicilia può vantare ben 16 comuni premiati, con due nuovi ingressi d’eccezione: Lipari e Ispica.

Tra le mete più richieste spicca senza dubbio San Vito Lo Capo, che continua a conquistare turisti provenienti da tutta Europa grazie alla sua spiaggia caraibica, alla sabbia finissima e alle acque trasparenti. Non meno amata è la Riserva dello Zingaro, dove calette incontaminate e sentieri panoramici offrono un perfetto connubio tra mare e natura.Nel Messinese cresce l’interesse per le località della Riviera Jonica. Taormina, con la spiaggia di Mazzeo premiata con la Bandiera Blu, resta una delle destinazioni più ambite dell’estate, grazie alla possibilità di alternare giornate di mare a passeggiate tra arte, cultura e panorami mozzafiato. Grande afflusso anche per Letojanni, Santa Teresa di Riva e Roccalumera, apprezzate per il mare limpido e i servizi turistici sempre più efficienti.

Tra le novità del 2026 figura l’arcipelago delle Eolie. L’ingresso di Lipari tra i comuni Bandiera Blu ha acceso i riflettori sulle spiagge di Canneto, Gelso, Acqua Calda e Ficogrande a Stromboli, luoghi dove il fascino del paesaggio vulcanico si fonde con un mare tra i più puliti del Mediterraneo.

Il Sud-Est siciliano continua invece a registrare numeri importanti grazie alle spiagge del Ragusano. Marina di Ragusa, Sampieri, Pozzallo e Santa Maria del Focallo attirano famiglie e giovani per le ampie spiagge sabbiose, i fondali bassi e la vivace offerta di eventi estivi. Le località della costa iblea rappresentano oggi una delle alternative più apprezzate per chi desidera una vacanza rilassante lontano dalle mete più affollate.

Sempre molto richieste restano inoltre la Scala dei Turchi, la spiaggia dei Conigli a Lampedusa, Isola Bella a Taormina e la riserva di Vendicari, luoghi che negli ultimi anni hanno consolidato la loro fama internazionale grazie alla straordinaria bellezza dei paesaggi e alla forte presenza sui social network.

Secondo operatori turistici e osservatori del settore, il trend dell’estate 2026 premia soprattutto le destinazioni capaci di coniugare mare pulito, tutela ambientale ed esperienze autentiche. Un aspetto confermato anche dal crescente interesse verso le spiagge Bandiera Blu, considerate sempre più un punto di riferimento per chi programma le proprie vacanze.Che si scelgano le spiagge bianche del Trapanese, le coste vulcaniche delle Eolie o gli ampi arenili del Ragusano, la Sicilia continua a offrire un patrimonio naturale unico, capace di soddisfare ogni tipo di viaggiatore e di confermarsi, anche nel 2026, regina indiscussa dell’estate mediterranea.

Federica Leonardi

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La Sicilia del vino conquista Wine Paris 2026: 41 cantine ambasciatrici dell’eccellenza https://www.lavocedelsud.org/la-sicilia-del-vino-conquista-wine-paris-2026-41-cantine-ambasciatrici-delleccellenza/ Thu, 05 Mar 2026 16:04:44 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=9666 Alla fiera internazionale Wine Paris 2026, la Sicilia si è presentata con una presenza forte, compatta e altamente rappresentativa. Il messaggio arriva forte e chiaro: la Sicilia c'è.

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Alla fiera internazionale Wine Paris 2026, la Sicilia si è presentata con una presenza forte, compatta e altamente rappresentativa: ben 41 cantine riunite nel Padiglione 5.2 per raccontare al mondo l’identità di un territorio che continua a evolversi senza perdere le proprie radici.Protagonisti assoluti sono stati i vitigni simbolo dell’isola – Nero d’Avola, Nerello Mascalese, Grillo e Catarratto – ambasciatori di una viticoltura capace di coniugare tradizione, biodiversità e innovazione.

Una Sicilia che parla con molte voci

Accanto ai grandi nomi storici, la delegazione ha dato spazio a produzioni territoriali fortemente identitarie, in particolare quelle legate al vulcano.Tra le realtà dell’Etna e della provincia di Catania hanno partecipato:Cottanera, Emanuele Scammacca del Murgo, Gambino, I Custodi delle Vigne dell’Etna eTenute Nicosia.Dalla zona occidentale, tra Trapani e Marsala, sono arrivati produttori che rappresentano l’anima più mediterranea e solare della viticoltura siciliana: Cantine Fina, Caruso & Minini, Casa Vinicola Fazio, Francesco Intorcia & Figlie Paolo Maggio.A completare il quadro, cantine provenienti da altre aree dell’isola hanno rafforzato il racconto di una Sicilia vitivinicola sempre più sfaccettata:Alessandro di Camporeale (Palermo), Baglio Bonsignore (Agrigento), COS (Ragusa), Cusumano (Palermo).

Il valore della rete

Accanto alla collettiva principale, l’azione di sistema è stata rafforzata dal supporto di Sicindustria, che ha promosso ulteriori cinque realtà: Marco De Bartoli, Baglio Curatolo Arini,Cantine Romano, Domini Mediterranei e Vini Magaddino.Un messaggio chiaro al mercato internazionaleLa partecipazione siciliana a Wine Paris 2026 non è stata soltanto una vetrina commerciale, ma un vero manifesto identitario: la dimostrazione di come l’isola stia consolidando il proprio posizionamento tra i territori vinicoli più dinamici del Mediterraneo.Dalle pendici laviche dell’Etna alle campagne assolate del Trapanese, la Sicilia ha portato a Parigi una narrazione fatta di paesaggi estremi, vitigni autoctoni e visioni imprenditoriali sempre più orientate alla qualità.Un segnale forte ai mercati internazionali: il vino siciliano non è più solo tradizione, ma contemporaneità, ricerca e futuro.Federica Leonardi La Sicilia del vino conquista Wine Paris 2026: 41 cantine ambasciatrici dell’eccellenzaAlla fiera internazionale Wine Paris 2026, la Sicilia si è presentata con una presenza forte, compatta e altamente rappresentativa: ben 41 cantine riunite nel Padiglione 5.2 per raccontare al mondo l’identità di un territorio che continua a evolversi senza perdere le proprie radici.Protagonisti assoluti sono stati i vitigni simbolo dell’isola – Nero d’Avola, Nerello Mascalese, Grillo e Catarratto – ambasciatori di una viticoltura capace di coniugare tradizione, biodiversità e innovazione.Una Sicilia che parla con molte vociAccanto ai grandi nomi storici, la delegazione ha dato spazio a produzioni territoriali fortemente identitarie, in particolare quelle legate al vulcano.Tra le realtà dell’Etna e della provincia di Catania hanno partecipato:Cottanera, Emanuele Scammacca del Murgo, Gambino, I Custodi delle Vigne dell’Etna eTenute Nicosia.Dalla zona occidentale, tra Trapani e Marsala, sono arrivati produttori che rappresentano l’anima più mediterranea e solare della viticoltura siciliana: Cantine Fina, Caruso & Minini, Casa Vinicola Fazio, Francesco Intorcia & Figlie Paolo Maggio.A completare il quadro, cantine provenienti da altre aree dell’isola hanno rafforzato il racconto di una Sicilia vitivinicola sempre più sfaccettata:Alessandro di Camporeale (Palermo), Baglio Bonsignore (Agrigento), COS (Ragusa), Cusumano (Palermo).Il valore della reteAccanto alla collettiva principale, l’azione di sistema è stata rafforzata dal supporto di Sicindustria, che ha promosso ulteriori cinque realtà: Marco De Bartoli, Baglio Curatolo Arini,Cantine Romano, Domini Mediterranei e Vini Magaddino.

Un messaggio chiaro al mercato internazionale

La partecipazione siciliana a Wine Paris 2026 non è stata soltanto una vetrina commerciale, ma un vero manifesto identitario: la dimostrazione di come l’isola stia consolidando il proprio posizionamento tra i territori vinicoli più dinamici del Mediterraneo.Dalle pendici laviche dell’Etna alle campagne assolate del Trapanese, la Sicilia ha portato a Parigi una narrazione fatta di paesaggi estremi, vitigni autoctoni e visioni imprenditoriali sempre più orientate alla qualità.Un segnale forte ai mercati internazionali: il vino siciliano non è più solo tradizione, ma contemporaneità, ricerca e futuro.

Federica Leonardi

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Le tradizioni natalizie in Sicilia: un patrimonio di fede, sapori e comunità https://www.lavocedelsud.org/le-tradizioni-natalizie-in-sicilia-un-patrimonio-di-fede-sapori-e-comunita/ Fri, 12 Dec 2025 09:28:35 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=9640 Tra sapori, feste, arte e tradizioni, il Natale in Sicilia è un vero patrimonio culturale da custodire e da tramandare.

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In Sicilia, il Natale non è solo una ricorrenza religiosa: è un intreccio di riti, sapori e gesti collettivi che raccontano secoli di storia. Dalle città ai borghi dell’entroterra, ogni luogo conserva un modo unico di “fare Natale”, trasformando l’isola in un mosaico di tradizioni ancora oggi vive e partecipate.

I presepi: tra arte, fede e comunità

Il presepe è il vero protagonista delle festività siciliane. Accanto alle rappresentazioni tradizionali, spiccano i presepi viventi, autentiche rievocazioni storiche allestite tra i vicoli dei centri medievali. Custonaci, Ispica, Sutera e Gangi sono solo alcuni dei luoghi dove centinaia di figuranti ricreano antichi mestieri, profumi e atmosfere rurali, trasformando lo spettatore in parte della scena.

Le novene e i canti tradizionali

In molti paesi, le novene – momenti di preghiera accompagnati da canti popolari – iniziano già il 16 dicembre. Antiche zampogne, ciaramedde e friscaletti fanno da sottofondo alle processioni che attraversano le strade illuminate, riportando alla memoria un Natale semplice e comunitario.

La tavola delle feste: un viaggio nei sapori dell’isola

Il Natale siciliano è anche un trionfo della gastronomia. Ogni provincia vanta piatti caratteristici: a Palermo il baccalà fritto e la sfinci, gonfia e dolce, regnano incontrastati; nelle zone etnee si preparano le impanate di pesce spada o cavolfiore; nel Ragusano non mancano le scacce, focacce ripiene di pomodoro o ricotta. A unire l’isola sono i dolci: cannoli, buccellati ripieni di fichi secchi e miele, mustazzola e torroni artigianali che profumano di agrumi e mandorle.

La Festa di Santa Lucia: un Natale che inizia prima

In molte città, specialmente a Siracusa e Palermo, il Natale sembra anticipare con la festa del 13 dicembre dedicata a Santa Lucia. È il giorno del cuccìa, un dolce di grano bollito mescolato con ricotta o crema, che ricorda la fine di una carestia grazie al miracoloso arrivo di un carico di grano nel Seicento.

I falò e le feste in piazza

Nell’entroterra resistono i ninnarieddi o fòcare: grandi falò accesi la notte della Vigilia, simbolo di luce e rinascita. Attorno al fuoco si ritrova la comunità, si canta e si condividono piatti preparati insieme, in un’atmosfera che unisce devozione e convivialità.

Natale tra passato e presente

Sebbene i tempi cambino, molte famiglie e associazioni culturali si impegnano per tramandare queste usanze ai più giovani. Così il Natale siciliano rimane un ponte tra passato e presente, un periodo in cui l’isola riscopre la propria identità e la celebra con il calore che la contraddistingue.Un Natale che non è solo festa, ma un racconto vivo, fatto di mani, di voci, di storia condivisa.

Federica Leonardi

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L’Ottobrata Zafferanese: la Festa dell’Autunno ai Piedi dell’Etna https://www.lavocedelsud.org/lottobrata-zafferanese-la-festa-dellautunno-ai-piedi-delletna/ Wed, 15 Oct 2025 17:35:25 +0000 https://www.lavocedelsud.org/lottobrata-zafferanese-la-festa-dellautunno-ai-piedi-delletna/ Ogni anno, nel cuore dell’autunno siciliano, Zafferana Etnea si trasforma in un vivace palcoscenico di colori, profumi e sapori. Stiamo parlando dell’Ottobrata Zafferanese, una delle sagre più attese dell’isola, che da oltre quarant’anni celebra le eccellenze agroalimentari ed artigianali dell’Etna e del suo territorio. UNA TRADIZIONE CHE SI RINNOVA L’Ottobrata nasce alla fine degli anni […]

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Ogni anno, nel cuore dell’autunno siciliano, Zafferana Etnea si trasforma in un vivace palcoscenico di colori, profumi e sapori. Stiamo parlando dell’Ottobrata Zafferanese, una delle sagre più attese dell’isola, che da oltre quarant’anni celebra le eccellenze agroalimentari ed artigianali dell’Etna e del suo territorio.

UNA TRADIZIONE CHE SI RINNOVA

L’Ottobrata nasce alla fine degli anni ’70 come mostra mercato dei prodotti tipici dell’Etna. Oggi è un evento maturo e strutturato, capace di attirare ogni anno migliaia di visitatori da tutta la Sicilia e oltre. Si svolge ogni domenica di ottobre, trasformando il centro storico di Zafferana in un grande mercato a cielo aperto, animato da stand gastronomici, spettacoli musicali, mostre d’arte e artigianato.

I protagonisti: i sapori dell’Etna
Ogni domenica dell’Ottobrata è dedicata a un prodotto tipico del territorio:

Mostarda e uva

Miele

Mele dell’Etna

Funghi porcini e castagne

Vino e olio novello

Questo permette ai visitatori di vivere esperienze gastronomiche sempre diverse, degustando piatti locali preparati al momento: salsiccia, funghi alla griglia, ricotta calda, pasta con sughi tradizionali, dolci alle mandorle, alle nocciole e ovviamente al pistacchio.

Il miele di Zafferana, in particolare, è uno dei prodotti simbolo della manifestazione, noto per la sua qualità grazie alla ricca biodiversità floreale del territorio.

NON SOLO CIBO

L’Ottobrata non è solo una festa del gusto, ma anche un’occasione per scoprire la cultura e la storia di Zafferana e dell’Etna. Lungo le vie del centro si trovano spazi dedicati all’artigianato locale, con ceramiche, sculture in legno lavico, ricami e lavorazioni in pietra. Non mancano spettacoli folkloristici, concerti, esibizioni teatrali e attività per bambini.

Inoltre, vengono organizzate escursioni guidate sul vulcano Etna, visite a palmenti storici e tour delle cantine, per chi vuole unire il piacere della festa alla scoperta del territorio.

Un’occasione per vivere la Sicilia autentica
Visitare l’Ottobrata significa immergersi nella Sicilia più autentica: quella fatta di accoglienza, tradizioni contadine, sapori antichi e paesaggi mozzafiato. Un evento che unisce festa e promozione del territorio, valorizzando i piccoli produttori e le eccellenze locali.

Per chi visita la Sicilia in autunno, Zafferana diventa una tappa imperdibile. L’aria frizzante di ottobre, il profumo delle caldarroste e il calore dell’ospitalità siciliana rendono questa sagra un’esperienza che va ben oltre il turismo gastronomico.

INFO PRATICHE

Dove: Zafferana Etnea (CT)
Quando: ogni domenica di ottobre
Ingresso: gratuito
Consigliato arrivare presto per trovare parcheggio (servizio navetta disponibile nei weekend)

Federica Leonardi

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L’arte dei presepi con Giuseppe Trovato e Sebastiano Torrisi https://www.lavocedelsud.org/larte-dei-presepi/ Sat, 06 Jan 2024 11:00:00 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=8513 I presepi nelle case stanno pian piano scomparendo, sostituiti il più delle volte dai maestosi e più – ahimè ma è così – alla moda alberi di Natale. Sembrano ormai lontani i tempi in cui per realizzarlo nelle case si riuniva tutta la famiglia: c’era chi si occupava della realizzazione degli stagni di carta lucida, […]

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I presepi nelle case stanno pian piano scomparendo, sostituiti il più delle volte dai maestosi e più – ahimè ma è così – alla moda alberi di Natale.

Sembrano ormai lontani i tempi in cui per realizzarlo nelle case si riuniva tutta la famiglia: c’era chi si occupava della realizzazione degli stagni di carta lucida, chi posizionava le varie pecorelle in modo da “riempire gli spazi”, chi in compagnia delle nonne posizionava vari ramicelli di pungitopo per far la scenografia.

Ogni statuina aveva un suo ruolo importante: i pastorelli senza nome che portavano sulla spalla gli agnelli, il pastore che dormiva in alto ignaro del miracolo che si stava compiendo poco distante, gli zampognari  che con la loro musica allietavano il sonno del bambin Gesù…

Insieme ai re Magi, che ogni giorno venivano avvicinati da un membro della famiglia lieto di avere questo incarico al luogo del lieto evento.

Una storia che ha radici lontane

La storia del presepe in Sicilia affonda le sue radici: la prima testimonianza risale infatti al 1494 collocata nella chiesa dell’Annunziata di Termini Imerese. Sono gli stili che si sono susseguiti nei secoli, dal materiale marino del trapanese alla ceramica di Caltagirone, ma che non hanno intaccato però il messaggio che queste opere hanno sempre voluto diffondere sin dalle loro origini: la gioia del commemorare la nascita del Cristo e il piacere di condividerla con chi ci stava accanto.

Sono diversi gli stili che si sono susseguiti nei secoli: dal materiale marino del trapanese alla ceramica di Caltagirone. Mantenendo il messaggio che queste opere hanno sempre voluto diffondere sin dalle loro origini: la gioia del commemorare la nascita del Cristo e il piacere di condividerla con chi ci stava accanto.

E noi abbiamo avuto il piacere di intervistare due artigiani che con la sua arte regala ancora oggi  l’emozione di assistere a qualcosa di unico: Giuseppe Trovato e Sebastiano Torrisi.

Una passione che gli ha dato diverse soddisfazioni

Il signor Trovato ci ospita un pomeriggio di dicembre presso il suo delizioso caffè, sito nella pittoresca cittadina di Acireale, famosa ai più per la lavorazione della cartapesta e il Carnevale.

Signor Trovato quando e come nasce la sua passione?

“Questa mia passione nasce fin da bambino, quando in compagnia di mio fratello realizzavamo il  presepe in casa nostra con la carta comprata nei negozi.

Successivamente grazie al cavaliere Lizzio (uno dei più grandi Maestri dei carri di Acireale n.d.r), che mi ha convinto a realizzare presepi anche fuori dalle mura di casa, ho avuto modo di conoscere il mondo dei carri di Carnevale e della cartapesta.

Infatti da più di ventisette anni faccio parte dell’Associazione Artigiani Acesi – associazione storica che si occupa dello sviluppo e della valorizzazione del territorio e delle tradizioni dell’acese.”

Quanti passaggi e tempo richiedono i suoi lavori?

“Impiego all’incirca un tre o quattro mesi per realizzare un mio presepe, lavorandoci una o due ore  al giorno. Adopero la tecnica del polistirene (lavorazione di strutture realizzate in polistirolo n.d.r) ed ogni mio lavoro è completamente realizzato a mano”.

C’è qualche aneddoto ( qualche episodio o premio ricevuto ) che vuole condividere con noi?

“Ho avuto diversi riconoscimenti nel corso degli anni – targhe e coppe che ci mostra con tantissimo orgoglio – e alcuni miei lavori sono esposti al Museo del presepe di Acireale. Queste sono per me delle grandissime soddisfazioni.“

Per concludere, c’è qualche consiglio che vuole dare a chi ha la sua stessa passione?

“Consiglio di puntare sull’on-line. Uno dei miei obiettivi è aprire un canale Youtube per mostrare ad altri appassionati come me la realizzazione di un mio lavoro.”

Ci intrufoliamo dentro un’altra realtà, quella del signor Sebastiano Torrisi un pomeriggio mentre è intento nell’ultimare alcuni lavori  da esporre in un suo stand espositivo e subito la nostra attenzione viene attratta da una scritta posta accanto ad un suo presepe che recita

“L’arte non è un prodotto ma uno stato d’animo”.

“E’ il mio motto” ci spiega allora lui percependo la nostra curiosità “sa ho una casetta a Guardia (piccola frazione marinara in provincia di Acireale) che ho adibito solo alla costruzione dei miei lavori. Lì costruendo in compagnia del mio cane Nebbia mi ricarico”.

Signor Sebastiano quando e come nasce la sua passione?

“La mia passione nasce per caso quando avevo all’incirca sei anni frequentando gli scout e i cantieri dei carri di Carnevale del cavaliere Lizzio e fratello.”

Ci racconti la realizzazione di un suo lavoro

“Il primo passaggio consiste nel costruire lo scheletro del presepe con il truciolato.

Utilizzo la tecnica della cartapesta adoperata anche per la costruzione dei carri del Carnevale. Un’altra mia particolarità consiste nell’adoperare solo ed esclusivamente materiale di riciclo nei miei lavori. Mi piace dare una seconda vita alle cose, così come mi piace prendere spunto dai paesaggi e dagli scorci che la mia Sicilia offre. Proprio per ispirarmi infatti giro durante l’anno più e più borghi.

Molte delle mie scenografie sono però ispirate anche al teatro di cui sono un grande appassionato.”

C’è qualche ricordo che vuole condividere con noi?

“Conservo un bel ricordo di tutte le mostre in Corso Umberto ad Acireale in cui prendevo parte con il cavaliere Lizzio.

Quale consiglio che vuole dare a chi ha la sua stessa passione?

“Posso solo dire che tutto ciò non va fatto per lucro, ma con umiltà e per piacere personale. “

E così si concludono queste due splendide interviste che ci hanno permesso di “toccare con mano” una tradizione tanto bella ed antica come quella del presepe…

Una tradizione che per secoli ha unito grandi e piccini e che speriamo continui a farlo ancora per molti, molti anni.

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Non solo tormentoni https://www.lavocedelsud.org/non-solo-tormentoni/ Tue, 27 Jun 2023 10:00:00 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=7995 Dal fenomeno Tedua a Geolier e Shiva, fino a Fedez, Articolo 31 e Annalisa.La corsa al tormentone estivo è aperta, seppur l’avvento negli ultimi anni della musica in streaming abbia fatto ramificare gli ascolti in ambiti sempre diversi trasformando il tormentone nel brano più girato in radio, ma non necessariamente il più ascoltato in assoluto. […]

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Dal fenomeno Tedua a Geolier e Shiva, fino a Fedez, Articolo 31 e Annalisa.
La corsa al tormentone estivo è aperta, seppur l’avvento negli ultimi anni della musica in streaming abbia fatto ramificare gli ascolti in ambiti sempre diversi trasformando il tormentone nel brano più girato in radio, ma non necessariamente il più ascoltato in assoluto.

Se guardiamo alla Top10 di Spotify aggiornata al 26 Giugno 2023, le prime quattro posizioni sono occupate dal prolifico Tedua (le sue canzoni occupano 8 posizioni diverse nella Top50), Drillionaire (con Sfera Ebbasta, Lazza e Blanco), AVA (con Anna e Capo Plaza) e Shiva.
Cinque o sei autori per ogni brano con un vocabolario di sole 30/40 parole comprese le preposizioni semplici e i ricercati inglesismi baby, cash e love uniti ai vari marchi di automobili di lusso rendono possibile scrivere canzoni ascoltate da milioni di persone. Se in passato molti si sarebbero indignati (me compreso), ormai personalmente mi trovo nella condizione di far loro i complimenti per il modo nel quale riescono a cogliere il gusto del giovane pubblico e a diventare imprenditori nonostante la giovane età.


Al quinto posto il professionista del tormentone, Fedez, che dopo le collaborazioni degli anni passati con Orietta Berti, Achille Lauro e Mara Sattei, torna riunendo sotto lo stesso tetto i riconciliati Articolo 31 e colei che è riuscita a “destagionalizzare” il tormentone con il brano Bellissima, Annalisa.
La stessa Annalisa occupa anche l’ottava posizione con Mon Amour.

In questa melassa musicale è giusto sottolineare la presenza dei Pinguini Tattici Nucleari con Rubami la Notte, gli unici capaci negli anni di rendersi più commerciali senza rinunciare all’originalità dei testi e in generale alla propria verve, oltre ai The Kolors, ultimamente non così brillanti.


Tuttavia per tutti coloro che come me ricercano sempre una strada alternativa, vengono in nostro soccorso alcuni artisti che quest’anno hanno scelto di fornire un taglio diverso alla loro canzone estiva.
Il primo è Tommaso Paradiso, che inaugura il proprio tour con “Amore Indiano”, scritta e cantata con i Baustelle, che anticipa la malinconia della fine dell’estate che fa da sfondo ad un addio (o forse arrivederci) di una coppia nata durante la bella stagione.
La stessa malinconia che ritroviamo nei maestri del contro-tormentone, Dimartino e Colapesce, con “Considera”, una riflessione che parte dal significato primordiale di “considerare” ovvero osservare le stelle per accorgerci dell’inutilità dell’essere umano e delle sue invenzioni come la politica e la religione.
Restiamo in Sicilia con Canzone d’Estate di Levante, brano contento nell’album “Opera Futura” pubblicato dopo la sua seconda partecipazione al Festival di Sanremo e che racconta di un amore finito alle porte dell’estate e degli strascichi che si portano i protagonisti di una relazione finita.
Tiziano Ferro segue questo filone con “Destinazione Mare”, un prodotto purtroppo piuttosto anonimo di un ottimo cantante che dopo aver scritto pagine importanti di musica italiana, sembra aver perso quella brillantezza.

In attesa di nuove uscite o di brani lanciati dalla diffusione sui social network, abbiamo già svariate canzoni che ci accompagneranno nelle serate estive e come abbiamo potuto vedere, non mancano delle alternative che soddisfano i gusti “meno commerciali”.

Antonio Montecalvo

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Infiorata di Noto 2023: tra cinema ed arte https://www.lavocedelsud.org/infiorata-di-noto-2023-tra-cinema-ed-arte/ Fri, 26 May 2023 10:00:00 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=7867 Si è appena conclusa la 44esima edizione dell’Infiorata di Noto, iniziata negli anni ottanta come festa di saluto alla primavera e divenuta ogni anno sempre più importante.

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Si è appena conclusa la 44esima edizione dell’Infiorata di Noto, iniziata negli anni ottanta come festa di saluto alla primavera e divenuta ogni anno sempre più importante

Nata dall’incontro tra gli artisti infioratori Genzanesi e Netini per volontà dell’Azienda Provinciale del Turismo, la particolare tecnica pittorica che vede l’utilizzo di petali di fiori al posto dei normali colori per realizzare delle vere e proprie “tele dipinte con i fiori”. L’infiorata vide la luce nel maggio del 1980 nella città natale dello stesso Genzanesi, in provincia di Roma e riscosse subito un enorme successo.

L’evento

L’evento che accoglie tanti turisti e non solo ad ogni sua edizione si svolge ogni terza domenica di maggio con durata di almeno tre giorni, nello scenario del centro storico della cittadina siciliana in provincia di Siracusa. Nella centralissima Via Nicolaci ( lunga 122 metri e larga 7 metri circa ) con sottofondo la Chiesa di Montevergini che si contrappone al palazzo del Principe Nicolaci ( chiamato “Villa dorata” per via dei suoi balconi da molti definiti i più belli del mondo ), sedici bozzetti realizzati dai Maestri Infioratori ogni anno ritraggono un tema differente, formando un tappeto di fiori di circa 700 mq.

Piccola curiosità: per ricoprire l’intero tappeto è richiesto l’utilizzo di almeno 400 mila fiori!

La bellezza di Noto – in quei giorni diviene un brulicare di mercatini, spettacoli e concerti – e della sua valle adiacente da sempre attira più e più registi e i suoi scorci sono stati immortalati in tante opere cinematografiche e televisive non solo italiane, ma anche straniere.

L’infiorata e il cinema

Per commemorare tutte queste produzioni il tema trattato quest’anno è stato proprio “Noto è cinema” dove i sedici bozzetti hanno ritratto altrettante scene di film e serie tv che hanno fatto così conoscere la bellezza della Sicilia a livello nazionale.

Da Montalbano il più famoso commissario della televisione italiana al recente Cyrano con Peter Dinklage girato durante la pandemia covid, passando per Malena con la sua indimenticabile passeggiata ad occhi bassi di Monica Bellucci tra le vie di Ortigia di Tornatore a Viva l’Italia, i titoli riprodotti sono stati molteplici e non hanno mancato di allietare tutti quei visitatori che con ombrellino in mano, per via delle avverse condizioni meteo, si sono recati a vedere una delle più belle e suggestive manifestazioni dell’intera isola.

Federica Leonardi

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Intervista a Carmelo Cannavò, un volto siciliano dietro a tante produzioni di successo https://www.lavocedelsud.org/carmelo-r-cannavo-un-volto-siciliano-dietro-a-tante-produzioni-di-successo/ Fri, 24 Feb 2023 11:00:00 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=6440 Cannavò si racconta al Teatro Turi Ferro di Acireale Il teatro Turi Ferro sembra una costruzione d’altri tempi incastonato com’è tra i palazzi storici della cittadina siciliana di Acireale, che regala un vero e proprio tuffo nel passato. Lo regala non solo a chi ha il piacere di assistere ad una rappresentazione seduto in una […]

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Cannavò si racconta al Teatro Turi Ferro di Acireale

Il teatro Turi Ferro sembra una costruzione d’altri tempi incastonato com’è tra i palazzi storici della cittadina siciliana di Acireale, che regala un vero e proprio tuffo nel passato. Lo regala non solo a chi ha il piacere di assistere ad una rappresentazione seduto in una poltrona della sua platea, ma anche a chi come noi si ritrova ad ammirarne la sua costruzione dall’esterno.

Ed è proprio qui che, alla fine di una sua lezione, incontriamo Carmelo Rosario Cannavò.

Ci accoglie calorosamente, facendoci accomodare di fronte a quel palcoscenico che, ne siamo sicuri, è stato più volte un testimone muto di tante sue rappresentazioni di successo.

Allora signor Carmelo R. Cannavò, da dove nasce il suo amore per il teatro e la recitazione?

«Nasce in maniera inconsapevole. Mi piace pensare che il teatro mi abbia come risucchiato. Mi appartiene da sempre, fin da quando da bambino le mie sorelle mi travestivano per far ridere le zie più anziane o i nonni. Un “fuoco” mi covava all’interno e cercavo di seguirlo inconsapevolmente. Ho iniziato con la radio[…] e un giorno in trasmissione un’attrice mi convinse a prendere parte come sostituto ad una commedia. Mi resi conto che quella poteva essere la mia strada più tardi con Filomena Marturano. Partecipai a produzioni sempre più importanti e presi parte a diverse opere da protagonista in giro per l’Italia. ».

Ricordiamo che Cannavò ha partecipato a fiction della tv come “L’onore e il rispetto 3”, “Il capo dei capi” e “Come un delfino”, mentre per il cinema ha recitato in “Baaria” di Giuseppe Tornatore e “Terraferma” di Emanuele Crialese.

Sappiamo che ha preso parte a progetti importanti. Vuole parlarci di queste sue esperienze che si discostano un po’ da quelle teatrali di cui abbiamo parlato prima?

«Il mio primo ruolo in televisione fu per Erano soltanto mille per la regia di Stefano Reali. Adoravo il ruolo di Gaetano Rivò, un patriota siciliano motivato da grandi ideali. Successivamente grazie a questo ruolo Reali mi richiamò per interpretare il padre di Raul Bova nella fiction Come un delfino.

Emozionante è stato anche il provino per Baaria di Giuseppe Tornatore. Ricevere un suo “Bravo. Spero di rivederti presto!” è stato uno dei momenti più emozionanti della mia carriera».

Spulciando nella sua biografia abbiamo appreso che ha attenuto nel corso degli anni anche degli importanti premi. Qual è il riconoscimento che l’ha emozionata di più?

«Forse il fatto che siamo stati “spettacolo dell’anno” con La vera storia del bandito Giuliano ( 2019 ). E’ uno spettacolo che sento mio, dato che l’ho scritto ed interpretato insieme ai miei due figli che facevano parte del cast. Da quello è nato poi successivamente Sicilia stupor mundi, con cui voglio trasmettere nelle scuole e in tutti i luoghi dove l’ho portato in scena l’orgoglio di essere siciliano e l’amore per la nostra terra».

E’ inoltre il direttore artistico dell’associazione Teatro Stabile di Acireale e ha l’importante compito di formare nuovi attori. Come vive questa sua esperienza? Cosa cerca di trasmettere loro?

«Cerco di trasmettere loro lo stile, la professionalità, lo studio, il senso di responsabilità. Cerco in loro la passione. Mi piace rappresentare uno spettacolo che lasci qualcosa: un interrogativo, una sensazione positiva, un dubbio».

Qualche progetto che ha organizzato con i ragazzi di cui vuole parlarci?

«Sicuramente il film I fuorigioco. E’ un film che da un messaggio positivo sulla cooperazione generazionale e lo abbiamo girato durante il Covid.

E’ stato proiettato anche in alcune scuole della nostra zona, riscuotendo molto successo tra i giovani. E’ un film che stimola la riflessione, che ci fa sorgere degli interrogativi sull’immagine che abbiamo di noi».

Tornando ai personaggi che ha interpretato, ce n’è uno a cui è particolarmente affezionato?

«Senza ombra di dubbio Liolà di Pirandello, è stato il mio primo ruolo da protagonista e sento mia la sua “bonaria furbizia”».

Per concludere, qualche consiglio che vorreste dare a chi come lei vuole intraprendere la carriera dell’attore?

«Sicuramente suggerisco di non pensare di usare l’arte solo per lavoro. Lavorare in questo mondo non è facile. Cercate di capire se è veramente la cosa che volete fare, sapendo però che è la strada più difficile da intraprendere».

Così si conclude la nostra intervista, che tra momenti seri e di ilarità, ci ha mostrato non solo un attore professionalmente serio e preparato, ma soprattutto un uomo umile dei quali il mondo ( e non solo quello dello spettacolo ) avrebbe molto più bisogno.

Ecco alcuni dei suoi lavori:

Federica Leonardi

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“La stranezza”: il segreto dietro il nuovo film di Ficarra e Picone https://www.lavocedelsud.org/la-stranezza-il-segreto-dietro-il-nuovo-film-di-ficarra-e-picone/ Sat, 21 Jan 2023 10:48:41 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=5806 Con il successo de “La stranezza” Salvo Ficarra e Valentino Picone insieme a Toni Servillo raccontano la voce della Sicilia attraverso l’allegria della risata Un’improvviso successo al botteghino, incassi da 1.106.300 euro, il miglior esordio italiano dell’anno e tre protagonisti che non sembrano avere nulla a che fare tra di loro: questa la sintesi del nuovo capolavoro […]

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Con il successo de “La stranezza” Salvo Ficarra e Valentino Picone insieme a Toni Servillo raccontano la voce della Sicilia attraverso l’allegria della risata

Un’improvviso successo al botteghino, incassi da 1.106.300 euro, il miglior esordio italiano dell’anno e tre protagonisti che non sembrano avere nulla a che fare tra di loro: questa la sintesi del nuovo capolavoro dei due comici siciliani.

Ma qual è il vero successo dietro “La Stranezza” ?

La trama è molto lineare: Pirandello – in piena crisi letteraria ed emotiva – parte per la sua Sicilia, dopo anni di assenza in occasione degli 80 anni dello scrittore Giovanni Verga.

Ed è qui che apprende della dipartita della sua amata balia, evento che stravolgerà la sua vita da quel momento in poi.

Seguendo le esequie della donna l’autore conosce Sebastiano ed Onofrio, i becchini del paese. I due di giorno si occupano di assicurare ai defunti una degna sepoltura e la sera si dilettano con il teatro, dirigendo una discutibile compagnia amatoriale composta da vari compaesani di discutibile talento.

Ma è proprio osservando la loro semplicità e il loro buon umore che in Pirandello scatta nuovamente quel “qual cosa” che risveglierà la sua vena artistica.

Ed è grazie a questa sua semplicità che il regista Roberto Andò, siciliano d’origine, riesce a catturare il suo pubblico, facendogli comprendere il vero valore che riesce a muovere realmente l’intero mondo: l’ispirazione.

Proprio la privazione d’ispirazione non consente al grande autore siciliano di trovare la chiave risolutiva di un suo lavoro, Sei personaggi in cerca d’autore.

Chiave che però riesce magicamente a ritrovare grazie a loro, Onofrio e Sebastiano, i due “tabutari”, ma non per questo meno privi di quella stessa passione che è il motore dell’ispirazione stessa.

Spicca sullo schermo il ritmo, l’inventiva della trama ( ovviamente frutto della fantasia del regista! ), ma soprattutto questa inaspettata ma magica alchimia tra il duo Ficarra-Picone e Servillo ( il Pirandello cinematografico n.d.r ), che rende un magnifico omaggio allo scrittore che fu Premio Nobel.

Dramma e commedia, realtà e finzione, tutto si fonde magnificamente in questo “film di teatro che racconta anche il pubblico”, come lo ha definito lo stesso regista. L’euforia dei paesani travolge Pirandello liberandolo dal suo stato di blocco emotivo, rappresentare un po’ l’anima della sua Sicilia stessa.

E noi ora non possiamo che chiederci cosa ne avrebbe pensato il grande scrittore se avesse potuto assistere ad una visione del film, anche se siam certi in cuor nostro che lo avrebbe segretamente adorato!

Federica Leonardi

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Sicilia cinematografica https://www.lavocedelsud.org/sicilia-cinematografica/ Tue, 27 Dec 2022 11:22:11 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=5527 I film più belli ambientati sull’isola Terra affascinante e culla di più e più culture, la Sicilia ha sempre ispirato fin dall’antichità scrittori, poeti ed artisti. Neanche il cinema è riuscito nel corso degli anni a resistere al suo indubbio fascino, regalandoci pellicole di una tale bellezza da far innamorare dei suoi luoghi persone di […]

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I film più belli ambientati sull’isola

Terra affascinante e culla di più e più culture, la Sicilia ha sempre ispirato fin dall’antichità scrittori, poeti ed artisti.

Neanche il cinema è riuscito nel corso degli anni a resistere al suo indubbio fascino, regalandoci pellicole di una tale bellezza da far innamorare dei suoi luoghi persone di tutto il mondo.

Qui di seguito vi illustreremo quattro titoli assolutamente da non perdere, per effettuare insieme a noi un viaggio stando comodi sul vostro stesso divano.

Quindi cari lettori armatevi di pop corn, telecomando e sintonizzatevi insieme a noi!

Il Gattopardo

Luchino Visconti ci regala un affresco della Sicilia del’800, tra cambiamenti politici e sociali, vissuti e commentati da un attento e cinico esponente dell’aristocrazia, il principe di Salina.

Tratto dal romanzo di Tomasi di Lampedusa e con un cast stellare ( Burt Lancaster, Alain Delon, Claudia Cardinale… solo per citarne alcuni! ) il film ha vinto la Palma d’Oro al 16° Festival di Cannes.

Assolutamente da non perdere se siete amanti delle pellicole in costume velate di una certa malinconia.

Locandina de “Il Gattopardo”

Malèna

Giuseppe Tornatore ci conduce in un immaginario viaggio in un paesino della Sicilia a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, tra pregiudizi, invidie e malelingue.

Monica Bellucci ( la protagonista ) ci regala un’interpretazione toccante e commovente di una donna esclusa dalla comunità che cerca in tutti i modi possibili di sopravvivere.

Assolutamente da vedere se non volete perdervi la visione di alcune piazze più belle dell’isola ( meravigliosa è la scena in cui la donna cammina solitaria attirando lo sguardo dei passanti n.d.r )

Locandina di “Malèna”

Il Padrino

Grande successo internazionale di Francis Ford Coppola, considerato uno dei capolavori del cinema internazionale e vincitore di ben tre Oscar, narra le le vicende di una famiglia italo-americana a New York.

Assolutamente da non perdere se volete intravedere scorci della Sicilia rurale di una volta ( in particolare Savoca , dove è ancora possibile far colazione nel bar presente in una scena della pellicola, e Forza d’Acro n.r.d).

Locandina de “Il Padrino”

Nuovo Cinema Paradiso

Anche questa volta Giuseppe Tornatore ( con questo film vinse l’Oscar al miglior film straniero! ) ci conduce in un viaggio pieno di sentimenti.

E lo fa narrandoci le vicende di Salvatore, famoso regista che torna al suo “paesello” una volta appresa la notizia della morte dell’uomo che lo ha fatto appassionare alla decima arte.

Assolutamente da non perdere se adorate i film che parlano della ricerca di sé stessi, strizzando l’occhio all’infanzia e alle belle tradizioni di una volta.

Locandina di “Nuovo Cinema Paradiso”

E voi in quale film avete amato di più la Sicilia?

Federica Leonardi

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