Oggi parleremo del modo in cui le criminalità straniere interagiscono con l’ecosistema criminale italiano in tutto lo Stivale.
Di quali organizzazioni criminali parleremo? Albanese, rumena, bulgara, colombiana, nigeriana e maghrebina, russa e cinese (non sono le uniche presenti).
Come sono entrate nel nostro territorio?
Ogni organizzazione criminale ha una storia e tempistiche di sviluppo differenti, ma possiamo individuare la caduta del muro di Berlino come il principio di tutto: le ripercussioni al sistema politico, sociale ed economico hanno consentito l’inserimento delle organizzazioni criminali estere nell’Italia centro-settentrionale.
La DNA (Direzione Nazionale Antimafia) identifica alcuni elementi distintivi che accomuna tutte le organizzazioni estere: mantenimento di caratteristiche culturali tipiche del paese di provenienza e l’addentrarsi in territori dove la malavita italiana è poco presente con il loro benestare.
Oltre alle collaborazioni tra le attività illecite straniere e quelle italiane sono state individuate anche criminalità di tipo transnazionale.
Mafia albanese
Partiamo parlando della struttura gerarchica: orizzontale con la presenza di un solo capo. I clan sono composti da persone provenienti dalla stessa città, quartiere o famiglia.
Le attività illegali sono legate alla prostituzione, le giovani donne vengono sequestrate, schiavizzate e portate clandestinamente in Italia.
Nel settore del traffico di sostanze stupefacenti si propongono nei confronti delle mafie italiane come fornitori, trasportatori (via mare e terra – Rotterdam, Anversa e Amburgo) e magazzinieri. Inoltre sono il riferimento principale per i cartelli narcotrafficanti sudamericani. Sul territorio ligure la mafia albanese è riuscita ottenere l’appalto per la gestione del traffico di droga con la ‘Ndrangheta.
Ma la stessa collabora anche con la Camorra e la Sacra Corona Unita.
Non meno importanti sono le attività di traffico di armi, furto di auto di grossa cilindrata e rapine in ville.
Tutte le somme di denaro guadagnate dalle varie attività sono reinvestite in Albania per l’acquisto di proprietà immobiliari e attività commerciali.
Criminalità rumena
I gruppi criminali agiscono nell’Italia del centro-nord collaborando spesso con la mafia albanese. Le loro attività illecite si circoscrivono nell’ambito dell’immigrazione clandestina e tratta di esseri umani, sfruttamento della prostituzione, rapina e clonazione e contraffazione di carte di credito.
Criminalità bulgara
Oltre ai tipi di attività illecite elencante nella criminalità rumena, essi integrano il traffico di sostanze stupefacenti (cocaina), di armi e contrabbandi di tabacchi e lavorati esteri.
I minori sono arruolati con il compito di svolgere furti, borseggi e attività di accattonaggio, reclutati dalle famiglie meno abbienti della Bulgaria centro-settentrionale che “cedono in affitto” i loro figli alle bande criminali.
Queste attività illecite sono difficili da smascherare poiché i minori possiedono documenti d’identità falsi e comunicano nei vari dialetti: le indagini riscontrano quindi una difficoltà anche nel reperire interpreti fidati.
Criminalità nordafricana – nigeriana e maghrebina
La struttura criminale è ampia ma il potere è nelle mani di poche famiglie potenti che coordinano il tutto dalla Nigeria. Inoltre i gruppi criminali sono protetti da frammentazioni etnico-tribali.
Giovani donne sono vittime di rituali voodoo e juju per poi trascinarle nel mercato della schiavitù e della prostituzione nel nostro Paese. Il controllo è affidato a donne chiamate Madame o Maman.
La mafia nigeriana e campana hanno stipulato un accordo secondario che vuole le prostitute e i loro protettori come vedette della camorra oltre a pagare un canone d’affitto del territorio alla Camorra per garantirsi le pizze in cui avvengono le varie attività.
Altra attività è quella del traffico di stupefacenti, la Nigeria è il mercato più vasto del continente in questo settore: è il luogo in cui giungono e transitano stupefacenti provenienti dal Brasile, Colombia, Pakistan, Thailandia con destinazione Europa e Usa.
I corrieri sono maggiormente donne incensurate e con i permessi di soggiorno in regola. Queste donne hanno rapporti diretti con il fornitore di partenza e cliente di arrivo, non avendo quindi contatti interni con le organizzazioni criminali, nel momento in cui vengono fermate dalle Autorità, non sanno fornire loro alcuna informazione. Sempre la ‘Ndrangheta ha stipulato accordi per gestire il traffico di droga con la mafia nigeriana utilizzando la stessa tratta per il traffico di clandestini.
Le attività criminali maghrebine invece sono composte da cittadini provenienti da Tunisia, Marocco, Algeria, Libia e Mauritania che si occupano di traffico di stupefacenti, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, tratta di esseri umani finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e nella contraffazione di documenti di identità.
Criminalità sudamericana – mafia colombiana
I cartelli colombiani (ogni cartello definisce il territorio in cui esercitano il potere in Colombia) sono autonomi e dediti alla produzione, esportazione e distribuzioni di cocaina raffinata in Colombia o Paesi limitrofi (Ecuador, Bolivia, Perù, Venezuela, Brasile e Argentina). Le loro piazze di stoccaggio europee sono la Spagna e l’Olanda.
Le loro attività, quali il traffico di cocaina, immigrazione clandestina, sfruttamento di prostituzione, avvengono in locali gestiti da italiani. Si posiziona sul podio delle criminalità Sudamericane.
Sul territorio italiano fanno riferimento alla ‘Ndrangheta e secondariamente a quelle albanesi e nigeriane. Questo contatto diretto permette la riduzione del costo di acquisto e una maggiore qualità della merce importata. I guadagni sono reinvestimenti in immobili e attività produttive in paesi europei e italiani.
Criminalità russa
Le organizzazioni russe sono composte da più gruppi criminali non sempre collegati tra di loro distribuiti su tutto il territorio italiano. Le risorse finanziarie derivano dalle privatizzazioni dovute ai mutamenti politici interni: titoli azionari, risorse immobiliari e controllano banche e imprese. I gruppi criminali si sono infiltrati anche nelle amministrazioni locali e nel Parlamento.
Le attività criminali sono legale al traffico internazionale di armi, traffico di droga e di tabacco in accordo, ancora una volta, con la ‘Ndrangheta.
Criminalità cinese
Anche qui non è presente una sola organizzazione ma più gruppi composti da 10 a 50 persone appartenenti spesso alla stessa famiglia di origine. Ogni gruppo ha un capo e sono previsti riti d’iniziazione.
Il rito d’iniziazione unito al vincolo familiare rende molto stretto il legame tra gli stessi e qualsiasi tipo di azioni di conflitto viene punita dando vita a faide.
E’ applicata la regola dell’omertà è in caso di contatti con autorità.
Le loro attività delinquenziali sono: traffico di clandestini e reati di falsificazione di documenti, sequestri di persona con scopo di estorsione a danno di connazionali – molto spesso legati al prezzo da pagare per l’espatrio illegale -, estorsioni in danno di ristoratori o titolari di laboratori manifatturieri cinesi, rapine, recupero crediti con intimidazioni e violenze, organizzazioni di gioco d’azzardo, sfruttamento di prostituzione (con coperture di sale massaggi), illegale detenzione e porto d’armi, omicidio di appartenenti a gruppi criminali avversari, evasione fiscale in attività commerciali, contraffazione, commercializzazione di merce prodotta e importata dalla Cina e vendita di metamfetamine gestite da pusher cinesi.
Solo negli ultimi anni sono emersi gruppi criminali misti a quelli italiani dediti a estorsioni, rapine e sequestri lampo. Reinvestono nel settore immobiliare cinese e italiano con l’esclusivo utilizzo di contante.
‘Ndrangheta e le organizzazioni criminali
Ma torniamo un attimo dall’altra parte del mondo, precisamente in Canada, la ‘Ndrangheta infatti ha espanso il traffico di droga anche con i Big Circle Boys.
Negli ultimi 25 anni i rapporti tra ‘Ndrangheta e Cosa Nostra americana a New York e in Florida si sono intensificati. In particolare, nel 2012 l’FBI statunitense smaschera le affiliazioni tra Ursino, Simonetta e gli esponenti vicino ai Gambino di Cosa Nostra americana per il traffico di droga.
Negli anni successivi, un’altra operazione vede come protagonisti il proprietario di una pizzeria a New York affiliato con la famiglia Genovese di Cosa Nostra americana (sono molte le operazioni che hanno smascherato Cosa Nostra americana).
Dulcis in fundo, nel 2017 viene portata alla luce un’operazione in cui la ‘Ndrangheta, a Gioia Tauro possedeva 24 milioni di compresse di Tramadolo (antidolorifico oppioide sintetico) per un valore di 50 milioni di euro provenienti dall’India diretti in Libia per essere consegnate all’ISIS.
Date le differenze culturali e le possibili incomprensioni, le mafie hanno aperto un maggiore dialogo per evitare fraintendimenti che sfocino in morti ammazzati o faide.
Tutte queste mafie possono operare in Italia grazie al benestare delle mafie italiane che permettono la collaborazione per una questione di benefit nel dare-avere. Le mafie mantengono il focus sul mantenimento del potere per continuare a generare denaro, perciò tutto quello che avviene intorno, è accettabile. La mafia ha compreso che la collaborazione con le mafie straniere può solo che ampliare i profitti, non vedendo quindi il confine territoriale come un “contro”.
Quel che avviene intorno alle organizzazioni criminali italiane è molto più vasto e meno raccontato di quel che si possa immaginare…
Elena Zullo
Comments are closed