Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha scelto di non partecipare al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, dove era atteso per un incontro dal titolo “La salute, un bene per tutti”. Al suo posto è arrivato un videomessaggio. Una decisione che più che logistica appare politica: il tema dei vaccini è diventato un terreno scivoloso per la maggioranza ed il ministro preferisce evitare scontri pubblici.
Un punto importante riguarda il caso NITAG, il comitato tecnico che deve dare indicazioni sui vaccini. Dopo la sua creazione, il ministero ha deciso di scioglierlo poiché al suo interno erano stati nominati esperti considerati vicini all’ideologia no-vax.
La revoca ha scatenato varie polemiche: Lega e Fratelli d’Italia hanno accusato Schillaci di essersi piegato alle pressioni della comunità scientifica, mentre Meloni sostiene che la decisione non era stata concordata. Il risultato è una maggioranza divisa e un tema, quello vaccinale, che torna ad essere politico, prima ancora che sanitario.
Un altro punto caldo è lo “scudo penale” per i medici, proposto da Schillaci per ridurre la cosiddetta “medicina difensiva” (la prescrizione di esami e interventi in più essenzialmente per tutela dei medici stessi e per paura di denunce). La Lega e Fratelli d’Italia si oppongono, temendo che l’opinione pubblica lo scambi per un privilegio.
Le tensioni sono evidenti, Lega e FdI contrari allo scudo penale e critici sulla gestione del NITAG.
Per Schillaci la situazione risulta essere delicata: da un lato vuole tutelare il personale sanitario, dall’altro deve evitare fratture.
Nonostante sia passato tempo dal Covid, il tema dei vaccini resta un simbolo: rappresenta la fiducia nelle instituzioni, il rapporto tra politica e scienza e l’equilibrio tra la libertà individuale e la salute pubblica.
Certo che se i cittadini percepiscono o percepiranno che gli esperti vengono selezionati in base alle dinamiche politiche, la credibilità della scienza rischia di essere compromessa.
Il prossimo Consiglio dei Ministri potrebbe chiarire un po’ le idee, ma per ora lo scenario è diviso in due.
Claudia Coccia
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